Non solo la gaffe “Repupplica”: la testata “L’Unità” viene cancellata dal Festival di Sanremo 2026
La testata "L'Unità" sparisce dalla kermesse musicale
Nella prima puntata del Festival di Sanremo, durante l’ospitata della signora Gianna Pratesi, protagonista di un ricordo delle donne che al referendum votarono per la Repubblica, era balzata agli occhi di tutti la gaffe che aveva trasformato la “Repubblica” nella “Repupplica”. Nelle ore successive, però, è emerso qualcosa di più su quella grafica: nella medesima immagine è stato sbianchettato il nome della testata “L’Unità”, quotidiano che era l’organo ufficiale del Partito Comunista Italiano. Quello che stupisce, però, è la motivazione data da un dirigente Rai, il quale, in conferenza stampa, ha spiegato che, trattandosi di un “brand”, il nome del quotidiano comunista è stato rimosso.
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Sulla questione sono intervenuti anche Piero Sansonetti, direttore del quotidiano, e l’editore Alfredo Romeo, i quali hanno chiesto spiegazioni alla Rai. “Sul palco del Festival di Sanremo è stata censurata l’immagine di alcuni cittadini italiani che nel giugno del 1946 leggevano L’Unità con la notizia della vittoria della Repubblica al referendum. Con un intervento di photoshopping maldestro, è stata cancellata la testata del giornale, cioè la scritta L’Unità. È una operazione che immaginiamo sia stata decisa dalla Rai. Ed è una scelta molto grave. Compiuta per oscurare un pezzo della storia del nostro paese. Il giornale L’Unità e il Partito Comunista ebbero un ruolo importantissimo in quella campagna elettorale che portò alla caduta della monarchia. Supponiamo che la censura sia maturata nel clima politico avvelenato di questi giorni, e forse in ossequio – speriamo non richiesto – alle posizioni anticomuniste del governo. Noi protestiamo con fermezza e speriamo che la Rai vorrà riparare all’errore rimettendo sul palco di Sanremo quella immagine non più censurata”.