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Sanremo: i più famosi secondi posti nella storia del Festival

Ci sono brani che hanno saputo segnare la storia dell'evento e della musica italiana e sono rimasti impressi nella memoria del pubblico molto più delle canzoni arrivate al primo posto

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 5 Feb. 2020 alle 17:53 Aggiornato il 5 Feb. 2020 alle 19:30
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Immagine di copertina

Sanremo: i più famosi secondi posti al Festival

A Sanremo vincere è importante, ma non è indispensabile, perché una canzone possa diventare memorabile.

Ci sono infatti molti brani che, pur arrivati in seconda posizione in un’edizione del Festival, hanno saputo segnare la storia di quell’evento e della musica italiana e sono rimasti impressi nella mente degli italiani più del brano uscito vincitore.

Un caso particolare è sicuramente quello de “La terra dei Cachi”, con cui Elio e le Storie Tese parteciparono all’edizione 1996 del Festival e che si piazzò secondo alle spalle di “Vorrei incontrarti tra cent’anni” di Ron e Tosca. Il brano, caratterizzato dal ritornello “Italia sì, Italia no”, passa in rassegna pregi e difetti degli italiani unendo uno stile musicale lontano dalla tradizione sanremese che, al tempo stesso, inserisce numerose citazioni da alcuni dei brani più famosi del Festival e della musica italiana.

Non si tratta però dell’unico secondo posto memorabile di Elio e le Storie Tese, che nel 2013 chiusero Sanremo alle spalle di “L’Essenziale” di Marco Mengoni presentando uno dei brani più insoliti, sperimentali e, secondo la critica, geniali, mai proposti sul palco dell’Ariston: “La canzone mononota”. La canzone è composta, tranne l’introduzione e l’ultima nota, esclusivamente con il do e usando esclusivamente tale nota attraverso numerosi stili e virtuosismi artistici.

Non si può dimenticare poi il secondo posto ottenuto dall’attore Giorgio Faletti, prestato alla musica sanremese nel 1994 con la canzone “Signor tenente”. Il brano lasciò spaesata la critica, che prima del Festival conosceva esclusivamente il titolo della canzone e da un attore comico si sarebbe aspettata un pezzo satirico e si ritrovò invece di fronte a una forte denuncia sociale. “Signor tenente”, infatti, denuncia le condizioni di lavoro e di vita delle forze dell’ordine italiane, citando anche le stragi di Capaci e Via D’Amelio che avevano da poco sconvolto l’Italia. La canzone si piazzò seconda alle spalle di “Passerà” di Aleandro Baldi.

Nel 1986, il secondo posto eccellente toccò a Renzo Arbore, che riuscì a raggiungere uno storico secondo posto con “Il clarinetto”, canzone composta da numerosi doppi sensi che non cadono mai nella volgarità. Tale brano venne accolto da una grande ovazione dall’Ariston, ma fu lo stesso Arbore a dire di voler arrivare secondo, perché a suo avviso una vittoria non sarebbe stata giusta.

L’obiettivo del cantante e conduttore televisivo venne centrato, piazzandosi alle spalle di “Adesso tu” di Eros Ramazzotti.

Ci sono poi i secondi posti che si ricordano per le polemiche, uno su tutti “Italia amore mio”, cantata dal trio Pupo-Emanuele Filiberto-Luca Canonici. Il brano, inizialmente ripescato dopo la prima serata, riuscì ad arrivare sul podio, e quando questa notizia fu resa pubblica i componenti dell’orchestra dell’Ariston dettero il via a una plateale protesta, lanciando gli spartiti e chiesero che il loro voto fosse reso pubblico. Il brano alla fine si piazzò secondo alle spalle di “Per tutte le volte che” di Valerio Scanu.

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