Covid ultime 24h
casi +16.377
deceduti +672
tamponi +130.524
terapie intensive -9

Mirko Scarcella a TPI: “Le mie vittime? Erano d’accordo. Su di me non hanno raccontato tutto”

Di Selvaggia Lucarelli
Pubblicato il 18 Giu. 2020 alle 19:11 Aggiornato il 18 Giu. 2020 alle 19:41
2.5k
Immagine di copertina
Mirko Scarcella. Credit: Instagram

Mirko Scarcella a TPI: “Le mie vittime? Erano d’accordo. Su di me non hanno raccontato tutto”

“Un’ora e venti di servizio più un’altra puntata annunciata, neanche se fossi Totò Riina, meriterei un accanimento simile”, dice Mirko Scarcella, di professione “sedicente creatore di profili social di successo”, parlando del video de Le Iene andato in onda due giorni fa. Un servizio impietoso, da cui Scarcella esce a pezzi: millantatore, mitomane, truffatore, per usare gli aggettivi più gentili. Ben fatto, un po’ stile “Fyre Festival”, il video su Scarcella racconta la storia di un ragazzo che dopo aver lavorato sui social con Gianluca Vacchi, si trasferisce a Miami e inizia a seguire i profili di altri poveri sprovveduti tra cui Simone D’Auria, artista, e Gianni Mendes, avvocato. Sprovveduti perché Scarcella si fa dare 20.000 euro da uno e 270.000 dall’altro e in realtà, secondo Le Iene, gonfia i loro profili con interazioni e account falsi. In più, racconta una (sua) vita che non esiste o esiste a metà, tra voli su jet privati che in realtà paga pochissimo e finte interviste su Dubai tv.

Intervistato su tutto, Scarcella è stato con me a tratti convincente e a tratti decisamente meno. È di sicuro credibile quando racconta la scarsa ingenuità di Mendes e D’Auria che su molti passaggi non solo erano suoi complici, ma che ancora oggi senza più Scarcella hanno profili e interazioni che parrebbero dopati da follower e like non proprio genuini. È meno convincente quando deve difendere il suo profilo da cazzaro, da quello che millanta il video per Dubai tv o di lavorare con le Kardashian, affermando che si è spiegato male o è stato ingenuo.

Detto ciò, l’impressione generale, a fine intervista, è che cadano nella sua rete persone che scimmiottano il modello Vacchi, che pagherebbero qualsiasi cifra pur di diventare famose sul web e che vedono in Scarcella la loro opportunità per svoltare. Anche perché artisticamente parlando, è evidente che Mendes non sia Tiziano Ferro e D’Auria non sia Cattelan. Alla mancanza di talento talvolta si cerca di supplire con il Mirko Scarcella alla situazione. E qui sta il punto. Qual è il confine tra la complicità tra Scarcella e i due citati e la truffa?

Allora Mirko, partiamo dal fatto che dici di lavorare con le Kardashian.
Non lavoro con loro direttamente, ma con Kris e Kylie per esempio ogni tanto faccio dei “Giveaway”, delle promozioni, per questo dico che lavoro con questi personaggi. Non seguo i loro profili.
Che vuol dire?
Che Kris Jenner fa un post dove dice, che so, “Se volete vincere queste 10 borse di Louis Vuitton dovete seguire questi account che questo profilo segue!”. Tra questi account io, pagando, metto dei miei clienti. L’ho fatto con Jamie Fox, per dire.

Simone D’Auria dice che lo hai truffato.
Mi minaccia con metodi estorsivi da tempo. Mesi fa non so perché aveva già 30 minuti di girato de Le Iene e mi ha scritto che se non gli ridavo i soldi inviava quel video a tutti i miei contatti. Non so come lo avesse già, ma c’erano immagini del servizio poi andato in onda. Tra l’altro ha firmato un contratto in cui diceva che non ha più nulla a che pretendere da me, gli ricordo.
La tua finta intervista per Dubai tv? Imbarazzante, no?
C’è un sito, che Gianni Mendes conosce bene perché anche ultimamente si fa fare degli articoli tramite quello, che ti fa pubblicare articoli o video su vari canali, alcuni magari più importanti, altri di scarsa importanza. Io ho girato quell’intervista e l’ho data a loro, che mi avevano detto l’avrebbero data a Dubai tv, invece mi hanno fregato.

E quindi perché l’hai pubblicata sui tuoi social spacciandola per uscita su Dubai tv?
Perché ero convinto fosse andata in onda. Ho taggato anche Dubai tv, li ho taggati capisci? Sarei stato matto se l’avessi saputo.
E Harvard?
Gli avrei fatto il mio lavoro gratis, ho sbagliato ad annunciarlo prima di farlo. Non ho bisogno di raccontare cazzate. Per il mio nuovo libro mi ha fatto la prefazione …. il cantante più famoso al mondo (mi chiede di non rivelarne il nome, ndr).
Lui lo sa?
Certo.

Perché Vacchi, che ti conosce bene visto che avete lavorato insieme 4 anni, dice che sei un ciarlatano?
Non lo so. Ci siamo lasciati bene, sono pieno di suoi messaggi in cui mi ringrazia. Io l’ho mollato e mi ha fatto firmare un foglio di riservatezza tramite avvocati per non raccontare i motivi e la sua vita privata. Ora sputtana lui me? Io non ho chiesto a lui riservatezza perché non ho nulla da nascondere, ma se mi sputtana per me a questo punto quel patto non vale più nulla.

Ha pagato il tuo silenzio?
No, mi ha pagato delle ore lavorative che io ho svolto e che non mi aveva pagato. Il mio lavoro da quando si era messo a fare il deejay non era più sui social, ma dovevo andare con lui alle serate fino alle sei del mattino in condizioni disumane.
Quanto guadagnavi?
7.000 al mese.

Dal servizio esci male, che poi più che un servizio è un documentario di un’ora e 10.
Neanche a un mafioso hanno mai dedicato un’ora e 10 di trasmissione.
E gli aerei privati per tratte scontate (empty leg) in cui ti cambiavi tre volte?
Gianni Mendes non ha raccontato tutta la verità, per risultare lui quello positivo.
Cioè?
Quella storia di cui parla, ovvero i jet privati, è una membership che costa circa 20.000 euro l’anno. L’ho usata con mia madre e mia moglie più volte. Gianni Mendes mi aveva fatto credere di essere Vacchi 2, uno ricchissimo. Voleva mostrare la vita lussuosa che però non aveva, gli ho proposto un empty leg per fare degli scatti sull’aereo privato, un paio di volte.

Quindi lui sapeva tutto?
Certo. E si cambiava anche lui sul jet. Non era mai salito su un aereo privato, ce l’ho portato io e mi sputtana? Creavo contenuti, i contenuti social non sono necessariamente “la verità”, sono il modo in cui vuoi raccontarti. Io per pubblicare una foto in casa col mio nuovo libro vado a cambiarmi, mica sono sul divano vestito così. Quindi? È reato? Lo fa anche Fedez e chiunque, qual è il problema?
Andavi in vacanza con lui e pagava sempre lui, ha detto.
Non andavo in vacanza con lui, io andavo con lui a girare video e fare post durate le vacanze e da contratto c’era che dovesse pagare il soggiorno a me e mia figlia. Ma è capitato che lo scorso anno io abbia noleggiato una barca e lui sia venuto gratis con me e mia moglie.
Comunque lui 270.000 euro te li ha dati.
No, ci ha messo dentro anche cene e altro. Non mi ha dato quella cifra.

La tua società farlocca?
Esiste ed è alle Canarie, ci ha lavorato una persona per 4 anni (mi dice il nome, ndr).
I 25 dipendenti però non è vero che li hai.
Mai detto. Ho tantissime persone che lavorano con me nel mondo in tantissimi progetti.
Chi sono?
Non posso dirlo.
I bot?
Sono “robot” che creano interazioni e follower. Se per esempio il tuo principale competitor è Report, io ti faccio mettere like in automatico ai post di Report o ai agli account che lo seguono, così che i follower di Report magari vengano a seguire te. Funziona tantissimo, l’ho fatto anche con Vacchi i primi due anni. Lui all’inizio si lamentava perché non gli piaceva lasciare commenti in giro tramite bot ma poi ha capito che cresceva.

E gli utenti brasiliani e indiani?
Anche i turchi, se è per questo. Anche Vacchi nei primi due anni di lavoro aveva turchi, brasiliani e indiani. Non sono tutti follower finti. La Jenner fa un post in cui propone le borse se segui un account (Giveaway), le persone che partecipano è più facile che siano di paesi con persone meno abbienti e di paesi con tantissimi account Instagram, per esempio Brasile e India. Sono follower reali.
Ma queste cose le facevi anche con Gianni Mendes?
Certo, ma guarda che lui lo sta facendo anche ora con Taylor Mega che, pagata, chiede di seguire il suo profilo. Lo ha fatto due settimane fa, con in palio un cellulare. Lui sta adottando le stesse strategie ma seguito da altri, che magari gli costano meno di me.

Ma quando poi il telefono viene dato al vincitore, non perdi i follower?
Sì ma quelli che rimangono sono circa il 70%. E sono profili veri. Tra l’altro dico un’altra cosa: quei sistemi per vedere se hai account finti, analizzano i “like” non i follower. Analizzano la fisionomia della persona.
Scusa? Vedono se hai la faccia da indiano?
Sì.
Bah. Il gioielliere Peter?
Lo conosco perché sono andato da lui a vedere degli orologi, ma lo usavo per fare un esempio.
Ho capito, ma non ci lavoravi.
I clienti con con cui lavoro non li nomino.
Come no? Vacchi lo hai nominato.
Vabbè ma con lui praticamente ci vivevo, c’erano foto mie sul suo profilo. Gianluca esiste nella sua versione fake e poi c’è quella vera.
Cioè?
Dietro questa roba c’è un noto giornalista di gossip che ha qualcosa contro di me, è il suo migliore amico. Sembrava anche amico mio. Come anche Gaston Zama de Le Iene che ha realizzato questo servizio.
Era un tuo amico?
Si è finto tale a lungo. Io con lui prima che mi rivelasse cosa stava facendo sono andato anche a cena a Milano con mia moglie e sua moglie. Io credevo davvero fosse un mio amico. La cosa assurda è che dopo che che quel giorno a Miami mi ha fatto tutte quelle domande e io sono andato via con un Uber, lui mi ha bloccato ovunque per non parlarmi più.

Perché ti ha bloccato?
Boh. È giornalismo questo? Ora Le Iene raccolgono segnalazioni su di me, fanno appelli, sono un delinquente forse? Ho lavorato 4 anni con Vacchi, non con un cretino. Ho trattato anche con Le Iene una volta, lo volevano come conduttore per una puntata. Se fossi un fake non avrebbero parlato con me.
Vabbè ma Gianni Mendes e Simone D’Auria non sono invenzioni de Le Iene.
Sono alleati, io stesso avevo raccontato all’inviato del Le Iene che si erano alleati contro di me, che D’Auria mi minacciava di picchiarmi, mi diceva che mi veniva a cercare sotto casa, che minacciava mia moglie, di farle togliere il visto (ho verificato i messaggi, ndr).

Quindi tu hai lavorato bene?
Io a Gianni Mendes stavo facendo fare un video con Don Joe, lui era venuto anche a Miami, chiediglielo.
La tua reputazione è a pezzi.
Certo. Ora se vai su Google guarda cosa c’è scritto di me.
Cosa facevi per Gallera nel 2014?
Lui faceva la campagna elettorale nel periodo della Moratti. Io gli facevo da portaborse, da assistente, gli realizzavo dei video per i social e gli gestivo i profili. Una bella esperienza, eravamo carichi, lui mi ha insegnato il senso del lavoro.
Ma come sei arrivato a lavorare con lui?
È un amico di famiglia, ha celebrato il matrimonio di mia mamma.

Quindi, per tornare a chi ti accusa, Mendes ora cosa fa sul suo profilo?
Vallo a guardare osservando uno ad uno i suoi follower o chi gli mette i like. Il suo NUOVO profilo, non creato da me, è pieno di profili fake. Ma puoi verificare con vari siti per vedere se ha interazioni fake. Lui accusa me? Si lamentava con me? Ha detto che i commenti ai suoi post erano finti? La vuoi sapere una cosa, tieniti forte.
Addirittura. Dimmi.
Quei commenti finti da aggiungere alle sue foto ce li dava lui, li scriveva anche lui. Idem Simone D’Auria. Ho i messaggi di Simone “l’artista” con la lista dei commenti a se stesso che vuole metta, tipo: “oltre a essere bravo sei pure bello”, “la tua arte è stupenda”, “sei un visionario”, “le tue opere son geniali”, “sei un italiano nel mondo che alza il livello” e così via.

Ma tu hai conservato questi messaggi?
Certo! E li tiro fuori! Non solo, Gianni Mendes si rispondeva pure da solo! (ho verificato l’esistenza di questi messaggi, ed esistono, ndr).
Questo aspetto mi sembra al massimo patetico, non un reato.
Si chiama marketing. Cosa ho fatto di male?
Il punto è se uno rivela o no questi escamotage a chi lo paga per aumentare follower e visibilità.
Appunto, Gianni e Simone sapevano e infatti parlano parlano, ma a me loro denunce per truffa non sono arrivate. Perché se li ho truffati? Guarda che queste cose le ho fatte anche con Vacchi, ma io i follower non li ho mai comprati, neanche per lui. Ci sono semplicemente gruppi in cui ci si scambiano follower e like, una specie di community in cui ognuno spinge il profilo dell’altro. Per esempio Like for like. E altri metodi che ti ho già raccontato, tra network e promozioni.

Gianni Mendes quindi mente?
Dai, affittava case spettacolari sul mare, ci metteva dentro i suoi quadri e si faceva fare da me i video e le foto dicendo che erano sue! Ti mostro tutti quei post e vediamo cosa dice, se mentivo io o lui. Ha fatto un contratto con me di 8 mesi, poi rinnovato per 3 anni. Gira con i Rolex finti, dai. Ci prova con la musica da chissà quanto, lo aiuta il padre.
Tu però lo sapevi che non poteva diventare Gianluca Vacchi. E ti facevi dare dei soldi.
È il mio lavoro, mica gli estorcevo soldi. Poi io comunque pensavo che il suo progetto potesse funzionare, mi sono trasferito a Miami per lui, che abitava lì e faceva l’avvocato dell’immigrazione. Ripeto che conosceva il mio marketing, le strategie e tutto. Poi mi sono messo con mia moglie ed è cambiato.

Zama, l’inviato de Le Iene, l’hai poi chiamato dopo il servizio andato in onda?
No. Io dico solo che per quello che avrei fatto e cioè niente di illegale, quello che mi ha costruito intorno è troppo grande e troppo grave. Ha coinvolto le famiglie, si è finto amico, siamo andati a cena a Roma e Milano, abbiamo viaggiato insieme in aereo, mi confidavo. Quando si è svelato in quel video, con le telecamere accese, io sono rimasto sconvolto.
Tu però mica vuoi passare per santo? Una componente da venditore di fuffa c’è e la verità forse è in mezzo, al massimo, non certo tutta dalla tua.
No no. Ho detto sempre la verità.

Dai, a me non piacciono le modalità de Le Iene, anzi le disprezzo, ritengo che quello fai sia vendere fumo a persone che comprano fumo e che cercano un successo effimero, quindi questa crocifissione di ore di messa in onda su di te la trovo una pena eccessiva, però non puoi dire di essere Biancaneve.
Io sono troppo ingenuo credimi.
No, tu sei uno che fa il furbo e commette delle ingenuità nel credersi furbo. Hai fatto tirar fuori un sacco di soldi a uno, Mendes, che certo non poteva diventare Bruce Springsteen.
Non è vero. Io per esempio creo link. Per dire, col manager di Cristiano Ronaldo io sono in contatto su Instagram. Se voglio mandare un video di Gianni Mendes che balla sul treno con la maglia di Ronaldo al manager di Ronaldo, quello lo vede e mi mette il like.

Il like del manager di Ronaldo sarebbe nel pacchetto che vendi?
Ronaldo lo vede quel video, se il suo manager mette il like al suo video.
Vabbè, questa è fuffa.
Va bene, allora la Vespa sott’acqua di Vacchi o il letto di Vacchi in Montenapoleone erano idee mie, pure il letto era mio. Hai visto ora che video che fa Vacchi? Lui che si copre il pisello con l’asciugamano, dai. Della serie non mi importa passare da coglione, basta avere like.
Vabbè, fatti suoi.
Io non voglio parlar male di lui, però è “enjoy” quei 10 minuti in cui fa il video da pubblicare, poi è tutto il contrario. Una volta abbiamo girato un video con una consolle sul suo jet privato, metteva i dischi. Ma li ha messi quei 10 minuti per girare il video da postare, poi fino a Parigi non ha parlato con nessuno, è stato zitto e cupo. Vedi, sui social tutti possiamo essere altro. È reato?

Che farai ora?
Leggo i commenti, a migliaia, in cui dicono che devo morire, mi devo ammazzare, che mia figlia deve morire. Non è eccessivo tutto questo? Merito questa gogna, merito la morte per il servizio su Dubai tv? Ho violato la legge?
Fin qui non so, credo di no. Poi non so se hai fatto altro. Però hai imparato qualcosa, spero.
Che devo fidarmi meno delle persone.
A lavorare con un po’ di trasparenza anche, no? E te lo dico ritenendo che D’Auria e Mendes non siano al cento per cento due ingenui che ci sono cascati.
Ah beh, Gianni Mendes in Colombia e Bahamas ricordati che fingeva di avere sue case che chiamava “Casa Mendes” e ci metteva i suoi quadri dentro. Invece le affittava, a volte non trovava la stessa casa e doveva pure cambiarla. Ha cancellato quei post adesso, ma io li ho ancora e li mostro tutti (ho verificato ed esistono, ndr).

Ma tu queste cose le hai fatte sapere al Le Iene?
Certo, tramite il mio avvocato. Questo non l’hanno detto.
Per chiudere: l’hai capita la differenza tra creare profili aspirazionali, magari infarciti di bugie o esagerazioni, e fregare la gente?
Sì. E io non sono un truffatore. Lo dimostrerò, anche con l’aiuto dei miei legali.

Leggi anche: Quando Gallera promuoveva Mirko Scarcella, il genio del marketing smascherato in tv

2.5k
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.