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Manuel Bortuzzo: “Voglio andare al Grande Fratello per far vedere come vive davvero un disabile”

Di Antonio Scali
Pubblicato il 31 Gen. 2021 alle 17:34
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Immagine di copertina

“Voglio andare al Grande Fratello per far vedere come vive davvero un disabile”. A lanciare l’appello è Manuel Bortuzzo, in un’intervista al Messaggero. Quasi due anni fa, nella notte del 3 febbraio, la giovane promessa del nuoto italiano veniva colpito alla schiena da due proiettili, che lo costrinsero sulla sedia a rotelle. ″È evidente, la gente non sa come avvicinarsi alla disabilità. C’è un imbarazzo che noi percepiamo al volo”, spiega Bortuzzo.

Da qui l’idea di voler partecipare al popolare reality, cosicché “tutta l’Italia capirebbe cos’è davvero vivere ogni singolo giorno con la disabilità. Cosa vuol dire alzarsi, vestirsi, fare le cose minime. Non dobbiamo mica sempre suggerire la stretta al cuore. Bisognerebbe anche imparare a ridere dei nostri limiti. Noi lo facciamo, e questo in parte ci salva la vita”.

“Oggi in Italia si parla molto di disabilità, tuttavia nelle relazioni quotidiane le persone non sanno davvero come trattare con noi. Talvolta hanno anche difficoltà ad avvicinarci, a entrare in contatto fisico con noi. Io credo che mostrando cosa significhi quotidianamente vivere la disabilità si romperebbe questo muro. E quindi lancio la provocazione: vediamo se qualcuno la raccoglierà”.

“La forza del Grande Fratello – aggiunge Bortuzzo – è proporre i personaggi nella propria quotidianità. Questo implica pregi e difetti, limiti e risorse”, spiega Bortuzzo. “Oggi in Italia si parla molto di disabilità. Grazie a storie come quella di Bebe e Alex Zanardi, lo sport paralitico, ad esempio, sta godendo di sempre maggior attenzione.

In merito al suo incidente, avvenuto due anni fa, il nuotatore nell’intervista racconta: “Quello che mi è successo è ovviamente una tragedia, ma mi ha aperto anche grandi porte di meraviglia. Ho scoperto il lato buono delle persone, mi sono misurato con me stesso e con le mie paure. E credo di essere una persona migliore”. Grazie alla fisioterapia, ammette Bortuzzo, ci sono “miglioramenti ogni giorno” ma “ho smesso di angosciarmi con l’idea costante di riprendere a camminare. Lo vorrei e ci sto lavorando, ma non mi do più scadenze. Se accadrà sarà stupendo, se non accadrà a due anni dalla sparatoria posso dire che ho trovato un mio benessere anche così”.

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