Sondaggi, Fratelli d’Italia col 14,7% sorpassa il Movimento 5 Stelle

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 11 Ago. 2020 alle 12:29 Aggiornato il 11 Ago. 2020 alle 12:29
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Fratelli d’Italia guadagna decimi di punto e compie il sorpasso sul Movimento Cinque Stelle: è quanto emerge dall’ultimo sondaggio realizzato da Termometro Politico, che ha misurato le intenzioni di voto degli italiani e posto alcune domande anche sul Coronavirus e relative restrizioni. Anche la Lega ha guadagnato ancora pareri favorevoli degli elettori.

Entrando nel dettaglio, il partito di Salvini resta il primo partito italiano e passa dal 27,1% al 27,4. Fratelli d’Italia va dal 14,2% al 14,7% compiendo il sorpasso sul Movimento 5 Stelle che è sondato al 14,5% mentre era al 14,9% sette giorni fa. Il Partito Democratico resta il secondo partito col 20,2% e perde in una settimana lo 0,3%.

Le domande del sondaggio, come anticipato, hanno riguardato anche la gestione dell’emergenza Covid. “Cosa pensa delle restrizioni ancora in vigore contro il Coronavirus?”, è stato chiesto agli italiani. Le risposte hanno evidenziato delle posizioni abbastanza equilibrate tra gli italiani. Il 27% ritiene che siano “adeguate, il pericolo c’è ancora”. Per il 29,9% “sono adeguate ma purtroppo non c’è controllo e di fatto non vengono rispettate”. Mentre per il 4,1% “sono troppo blande, sarebbe stato meglio mantenere alcuni divieti invece aboliti”. Ma per la percentuale maggiore di intervistati pari al 37,9% tali misure sono “eccessive visto il livello di contagio, c’è eccessivo terrorismo psicologico”. Infine per l’1,1 la risposta è “non so”.

La scorsa settimana, dopo una battaglia durata mesi, il governo ha accettato di togliere il segreto sugli atti del Comitato tecnico scientifico (Cts) posti alla base dei Dpcm per il contrasto all’emergenza Coronavirus. I documenti sono stati resi pubblici oggi dalla Fondazione Einaudi. Il sondaggio ha posto una domanda anche su questo argomento. È stato chiesto “perché secondo lei è stato mantenuto il segreto sui verbali del comitato tecnico scientifico?”. Nelle risposte è emersa una posizione negativa rispetto alla decisione assunta. Il 26,1% ha scelto la seguente risposta: “perché l’emergenza non è finita e gli esperti su un tema così delicato hanno diritto alla riservatezza delle proprie considerazioni”, il 15% pensa che “probabilmente perché vi sono considerazioni ritenute troppo allarmanti per l’opinione pubblica”. Ma la maggior parte delle risposte si dividono tra le seguenti affermazioni: per il 10,2% “perché vi sono previsioni catastrofiste palesemente errate di cui non si vuole dare conto”. E per il 41,6% “perché emergerebbe una impreparazione e sottovalutazione della situazione almeno nella prima fase a febbraio e marzo”. Il 7,1% degli intervistati ha risposto “non so”.

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