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Una nuova scoperta in Germania potrebbe “riscrivere la storia dell’umanità”

Nei pressi della città tedesca di Francoforte è stato scoperto un dente di 9 milioni di anni fa, che ha dato nuove speranze alla teoria dell'origine “non africana” dell'essere umano

Di Andrea Lanzetta
Pubblicato il 22 Ott. 2017 alle 11:12 Aggiornato il 22 Ott. 2017 alle 11:13
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Immagine di copertina
Credit: The Independent

Alcuni archeologi tedeschi hanno scoperto diversi denti fossili, la cui datazione è stimata intorno ai 9,7 milioni di anni fa. La nuova rivelazione potrebbe riscrivere la storia degli esseri umani, dando nuovo credito alle teorie che indicano l’origine della specie umana al di fuori del continente africano. La notizia è stata riportata dal quotidiano britannico The Independent.

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Secondo il team di archeologici coinvolti nella scoperta, i denti sono simili ad altri ritrovati in Etiopia e appartenenti allo scheletro di Lucy, un’antenata dell’essere umano di almeno 3,2 milioni di anni fa.

Lucy è stata a lungo considerata l’anello mancante dell’evoluzione dai primati agli esseri umani. Ma la scoperta tedesca mette in dubbio questa tesi, perché i denti ritrovati nel letto del fiume Reno, nei pressi della città di Eppelsheim, non somigliano a nessuno degli altri appartenenti alle diverse specie di fossili ritrovati in Europa o Asia.

Questa scoperta potrebbe ora rivoluzionare il modo di concepire la storia evolutiva umana. I resti ritrovati infatti riaccendono la tesi delle origini “non africane” degli esseri umani.

Visto che lo stato evolutivo dei denti ritrovati in Germania è simile a quello di Lucy, ma con quasi cinque milioni di anni in più, il direttore del Museo di storia naturale di Mainz, Herbert Lutz, ha definito la scoperta “un grandissimo colpo di fortuna, ma anche di un grandissimo mistero”.

Secondo il sindaco di Mainz, Michael Ebling, che ha annunciato i ritrovamenti in una conferenza stampa, questa scoperta potrebbe obbligarci a “rivedere la storia degli uomini primitivi”. “Non voglio drammatizzare troppo la scoperta, ma non è esagerato ipotizzare che dovremmo iniziare a riscrivere la storia dopo la scoperta annunciata oggi”, ha detto Ebling.

I resti ritrovati a Eppelsheim infatti confermerebbero la presenza di ominidi in Europa già diversi milioni di anni fa. Le teorie attuali invece sostengono come gli esseri umani moderni siano comparsi in Africa tra i 400mila e i 200mila anni fa, per poi partire alla volta del resto del mondo soltanto 70 mila anni fa.

Ecco il video dei resti, pubblicato dal quotidiano britannico:

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