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Ci salverà l’immunità di gregge? Uno studio fa chiarezza: “Non abbiamo considerato una cosa”

Di Redazione TPI
Pubblicato il 10 Mag. 2020 alle 09:45 Aggiornato il 10 Mag. 2020 alle 10:18
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Coronavirus, l’immunità di gregge farà fermare il contagio? Lo studio: “Bisognerà mettere in conto altri morti”

L’epidemia non si fermerebbe all’improvviso: questa è la teoria di due studiosi, Carl T. Bergstrom (professore di biologia all’Università di Washington) e Natalie Dean (assistente di biostatistica presso l’Università della Florida) che provano a spiegare cosa significa immunità di gregge, quella condizione che si realizza quando ormai la popolazione ha raggiunto una percentuale di immunità (in genere grazie a un vaccino) a una malattia e, con la sua presenza, protegge quella quota di soggetti ancora suscettibili. Questo è possibile perché l’alta prevalenza di persone immuni fa in modo che il tasso di contagio di un virus diminuisca sotto il valore di RO uguale a 1.

Ma i due esperti americani, intervistati sul New York Times, hanno provato a spiegare per ipotesi cosa succederebbe se cercassimo di raggiungere un’immunità di gregge senza lockdown e senza seguire le distanze di sicurezza. Ma, quello che è ancora più importante secondo gli studiosi e che in parte molti non hanno capito, è che l’epidemia non si fermerà una volta raggiunta questa soglia, anzi, i contagi aumenteranno e anche per diverso tempo. Perché?

Coronavirus, immunità di gregge: cosa significa raggiungere la soglia e cosa accade dopo

Partiamo dai numeri: per il Coronavirus, la soglia della popolazione che dovrebbe guarire per immunità di gregge è stimata per il 66%, quasi due terzi. Un numero così elevato di persone contagiate, pur supponendo che gli anticorpi che tali soggetti sviluppano siano di lunga durata (e anche questo non è un dato certo), potrebbe significare un numero elevato di morti. È da considerare che al momento le stime di letalità per il Coronavirus sono pari al 0,5%. Quando il virus raggiunge la soglia di immunità non scompare nel nulla, diminuisce però il raggio di diffusione in un contesto dove non si parla più di misure di distanziamento sociale.

Raggiunta la soglia di immuni, ogni persona di conseguenza infetterà meno di un’altra persona (Ro inferiore a 1). Questo significa che non potrà scatenarsi un’altra epidemia, ma quella già in atto continuerà la sua diffusione ancora per un po’, prima di esaurirsi del tutto. È importante precisare che se la pandemia fosse incontrollata, potrebbe continuare per mesi anche dopo il raggiungimento dell’immunità di gregge.

Secondo gli esperti: “Ora è troppo presto per arrenderci al fatto che la stragrande maggioranza della popolazione mondiale sarà infettata. Dovremmo essere troppo sicuri della nostra capacità di gestire i focolai nascenti e non c’è nulla di rapido o indolore nel raggiungere l’immunità di gregge senza contare su un vaccino”.

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