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Un buco nero ha squarciato una stella | VIDEO

Cosa succede quando una stella si avvicina troppo a un buco nero? La Nasa ha diffuso una ricostruzione animata di un evento accaduto per la prima volta

Un buco nero ha squarciato una stella

Per la prima volta un buco nero ha distrutto una stella. L’evento è stato scoperto il 21 gennaio 2019 e a osservare la scena è stato il satellite Tess della Nasa. Si tratta di un evento cosmico straordinario, chiamato “tidal disruption event” (evento di distruzione mareale) che si verifica quando una stella passa troppo vicino a un buco nero.

Come si legge sul sito della Nasa, si tratta di un evento rarissimo che, in una galassia delle dimensioni della nostra Via Lattea, si verifica in media ogni 10 mila o 100 mila anni. Le supernovae, al confronto, si verificano ogni 100 anni circa. In totale, gli astronomi hanno osservato finora solo circa 40 eventi del genere e gli scienziati avevano predetto che Tess (Transiting Exoplanet Survey Satellite) – che era stato lanciato nel 2018- ne avrebbe visto soltanto uno o due durante la sua missione di due anni.

Gli astronomi pensano che il buco nero supermassiccio che ha generato ASASSN-19bt (così è stato battezzato il fenomeno di distruzione mareale) pesi circa 6 milioni di volte la massa del Sole. Si trova al centro di una galassia chiamata 2MASX J07001137-6602251, nella costellazione di Volans, lontana da noi circa 375 milioni di anni luce. La stella distrutta potrebbe essere stata di dimensioni simili al nostro Sole.

Asas-Sn è un programma astronomico di ricerca di supernove, che usa una rete mondiale di 20 telescopi robotizzati. La missione di questi telescopi è quella di osservare le supernove e sono un grado di rilevare eventi esplosivi e rari nel cielo. Per un caso fortunato, l’evento è avvenuto proprio nell’aerea monitorata da Tess, che ha così registrato per mesi le immagini di quello che stava accadendo, consentendo agli astronomi di ricostruire la dinamica della distruzione della stella.

Le osservazioni del Neil Gehrels Swift Observatory della NASA e di altre strutture, poi, hanno permesso un’immagine ancora più dettagliata proprio nei primi momenti in cui la stella viene distrutta.

Alla scoperta ha contribuito anche la rete globale di telescopici robotici, ASAS-SN (All-Sky Automated Survey for Supernovae), che ha il suo quartier generale nello stato americano dell’Ohio e il telescopio spaziale Swift della Nasa.

Lo studio è stato pubblicato sull’Astrophysical Journal il 26 settembre 2019.

Di seguito video della ricostruzione animata della distruzione della stella diffuso dalla Nasa:

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