Covid ultime 24h
casi +16.377
deceduti +672
tamponi +130.524
terapie intensive -9

Sei organi di cui puoi fare a meno e sopravvivere

Il corpo umano è in grado di rigenerarsi e di sopravvivere anche senza alcune parti di organi considerati vitali. Altri invece possono anche essere completamente rimossi

Di Andrea Lanzetta
Pubblicato il 6 Ott. 2017 alle 18:28 Aggiornato il 6 Ott. 2017 alle 19:38
0
Immagine di copertina
Credit: Afp

L’organismo umano è in grado di rigenerare le proprie cellule, cosa che può fare anche con interi organi, mentre altri possono addirittura essere rimossi, senza mettere in pericolo la vita del paziente.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Se infatti è possibile sopravvivere anche senza alcune parti di organi considerati vitali – secondo la rivista statunitense Scientific American una persona può vivere una vita relativamente normale con solo metà del proprio cervello – secondo quanto afferma Adam Taylor, il direttore del Centro di anatomia clinica dell’università di Lancaster nel Regno Unito, alcune parti del corpo possono tranquillamente essere rimosse. Ecco quali:

Milza

La milza è posizionata nella cavità addominale compresa tra la parete posteriore dello stomaco e la parte anteriore del rene sinistro, sotto il diaframma.

È l’organo più comunemente rimosso a seguito di lesioni. Trovandosi nelle vicinanze delle costole, è particolarmente vulnerabile ai traumi addominali.

Secondo il professor Taylor è possibile vivere senza milza, questo perché il fegato svolge il medesimo ruolo di filtraggio dei globuli rossi, mentre altri linfonodi possono sopperire alle sue funzioni immunitarie.

Stomaco

Lo stomaco svolge quattro funzioni principali:

  • la digestione meccanica, necessaria per frantumare ulteriormente il cibo a seguito della masticazione;
  • la digestione chimica, che rilascia sostanze acide per aiutare a scomporre chimicamente gli elementi nutritivi di ciò che si è ingerito;
  • l’assorbimento, in cui avviene il passaggio delle sostanze prodotte dalla digestione degli alimenti ai tessuti dell’organismo;
  • la secrezione, in cui l’organo elabora ed emette mucina, una sostanza protettiva delle pareti dello stomaco.

Questo organo può essere rimosso chirurgicamente a seguito di un cancro oppure di un trauma. Nel 2012, una donna britannica si è vista espiantare lo stomaco dopo aver ingerito un cocktail che conteneva azoto liquido.

Una volta rimosso, i chirurghi attaccano l’esofago direttamente all’intestino tenue. In questo modo, grazie a una dieta specifica e all’assunzione di integratori vitaminici, è possibile ottenere un buon recupero della funzione digestiva.

Organi riproduttivi

I principali organi riproduttivi umani sono i testicoli negli uomini e le ovaie nelle donne. In entrambi i casi si tratta di ghiandole pari e la loro funzione può essere svolta anche da uno solo di questi organi.

Un uomo può avere figli anche avendo un solo testicolo e una donna può procreare anche con un solo ovaio.

Tuttavia questi organi, fondamentali per la riproduzione, non sono necessari alla vita. La rimozione di uno solo o di entrambi non mette in pericolo la vita del paziente.

L’espianto delle gonadi maschili o femminili avviene di solito come risultato di un cancro o di un trauma, in particolare negli uomini.

Diverse ricerche inoltre suggeriscono che la rimozione delle gonadi femminili non porta a una riduzione dell’aspettativa di vita nelle donne, mentre l’espianto di entrambi i testicoli potrebbe addirittura provocare un leggero aumento della vita media degli uomini.

Anche l’utero e il pene possono inoltre essere rimossi permettendo al paziente di vivere una vita normale.

Colon

Il colon è una parte dell’intestino crasso, suddivisa in quattro parti: colon ascendente, colon trasverso, colon discendente e sigma.

La sua funzione è quella di raccogliere le sostanze fecali prima che queste vengano espulse attraverso il retto.

Questo organo può essere rimosso a seguito di un cancro o di altre patologie. La maggior parte dei pazienti è in grado di riprendersi dopo l’espianto, anche se deve affrontare un radicale cambiamento nelle proprie abitudini alimentari.

A chi ha subito un’operazione del genere, si consiglia una dieta fatta di liquidi per aiutare il processo di guarigione.

Cistifellea

La cistifellea o colecisti è un organo che immagazzina la bile prodotta dal fegato. Questo organo è localizzato sul lato destro superiore dell’addome, appena sotto le costole, sulla faccia inferiore del fegato.

La cistifellea aiuta il processo di digestione. La bile infatti è una sostanza necessaria a sintetizzare i grassi, ma in mancanza di qualcosa da digerire rischia di danneggiare gli organi interni. Per questo la colecisti è deputata all’immagazzinamento di questa sostanza.

Una volta che l’intestino ha rilevato la presenza di grassi, viene rilasciato un ormone che causa la contrazione della cistifellea, che a sua volta rilascia la bile all’interno dell’intestino per favorire la digestione.

Un eccesso di questo rilascio però può causare la formazione di calcoli biliari, che possono bloccare i piccoli tubi da cui viene rilasciata la bile.

In caso di calcoli, potrebbe essere necessaria una cosiddetta colecistectomia, cioè una rimozione dell’organo.

Ogni anno nel Regno Unito sono circa 70mila le persone che si sottopongono a questa operazione chirurgica.

Alcune persone invece, pur soffrendo di calcoli biliari, non presentano alcun sintomo. Nel 2015 a una donna indiana furono rimossi quasi 12mila calcoli biliari.

Appendice

L’appendice vermiforme è una formazione che fa parte dell’intestino crasso e appartiene al segmento noto come intestino cieco.

Della forma di un tubo cilindrico dai cinque ai nove centimetri, svolge il ruolo di ospitare la flora batterica necessaria alle funzioni intestinali.

Nel caso di grave infiammazione dell’appendice, la cosiddetta appendicite, quest’organo può essere rimosso chirurgicamente.

Chi subisce questa operazione chirurgica di solito non soffre alcun disturbo nella fase post-ospedaliera.

LEGGI ANCHE: Avere un organo in più è molto più comune di quanto si possa pensare

0
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.