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“Noi disabili siamo normali, non invitateci in tv per farci sembrare supereroi”: lo sfogo di Ivan Cottini contro i direttori tv

Il giovane marchigiano, che lotta contro la sclerosi multipla attraverso il ballo, ha un appello da rivolgere a conduttori e direttori tv

Di Anna Ditta
Pubblicato il 1 Lug. 2019 alle 17:38 Aggiornato il 1 Lug. 2019 alle 17:39

Disabili in tv, lo sfogo di Ivan Cottini: “Non invitateci in televisione per farci sembrare supereroi”

Ivan Cottini, marchigiano di 34 anni che balla per sfidare la sclerosi multipla, ha affidato a TPI uno sfogo verso il mondo della televisione e, in particolare, legato al modo in cui i programmi televisivi presentano le persone disabili.

“Per me è sempre logorante che si parli di uguaglianza, di abbattere il muro della diversità e al tempo stesso vedere sempre nei programmi tv costruiti, creati e basati per persone normali/normodotate, in cui i disabili vengono inseriti in pillole con le loro storie e imprese da supereroi”, dice Ivan Cottini, che è stato ospite di diverse trasmissioni televisive per esibirsi, da Amici di Maria De Filippi a Storie Italiane, passando per Ballando con le stelle.

“Ma che ca**o di supereroi e chi?”, si sfoga Cottini. “Perché se uno nasce con difficoltà motorie – o le sviluppa – con sindromi varie eccetera nella sua normalità deve solo star fermo e seduto e a fare tanta tenerezza per le campagne solidali e ovviamente non fare nulla nella vita?”.

“Noi siamo normali esattamente come voi”, dichiara Ivan Cottini. “E mi dispiace che il mondo e il sistema facciano sentire noi dei supereroi mentre voi normodotati diversi e sfigati”.

“Noi abbiamo passioni che coltiviamo, abbiamo sogni e obiettivi esattamente come voi eppure la tv ancora ci considera supereroi o fenomeni. E non perché un down canta o balla o uno sulla sedia scende è un supereroe. Il modo in cui la tv attuale ci tratta aumenta sempre di più quel muro che ci separa. Anzi facciamo incazzare sempre di più i ‘normali’ che alla fine vedendoci si sentono ‘handicappati loro”.

“Purtroppo ancora nel 2020 se un malato o disabile fa qualcosa che i ‘normali’ fanno è un super eroe…se scende in piazza per i suoi diritti è un rompi ca**o sfigato porello che sa solo lamentarsi”, conclude Cottini. “È ora che la tv creda e provi finalmente a investire e a inserire in programmi questa bellezza aggiunta, questo arricchire un programma. È ora di vedere un opinionista disabile, un ballerino down in un corpo di ballo o in sedia a rotelle, un inviato ‘speciale’…e basta con questi di talent per soli sfigati normodotati…noi sfigati disabili siamo quasi il 20 percento del totale ed è una grande fetta da tenere in considerazione per voi potenti. Ai direttori, conduttori e conduttrici chiedo: sareste pronti ad avere un inviato down? Un ballerino nel vostro corpo di ballo in sedia a rotelle? Un opinionista speciale?”.

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