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Zingaretti al M5s: “Costruiamo un’alleanza unita altrimenti il governo non può andare avanti”

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Zingaretti al M5s: “Costruiamo un’alleanza unita altrimenti il governo non può andare avanti”

È ora di bilancio all’interno della maggioranza. Zingaretti sottolinea la necessità di riscoprire uno spirito comune, altrimenti “i motivi stessi di questo governo vengono meno e non si può andare avanti. È inutile giocare con le parole: o l’alleanza è unita da una visione del futuro o non c’è. Io credo che questa visione vada costruita al più presto”, dice il dem.

Zingaretti fa poi una breve analisi della sconfitta in Umbria: “È evidente che dobbiamo cambiare qualcosa. L’Umbria conferma che il Pd è l’unico argine rimasto all’avanzamento della destra ma è evidente che non è sufficiente da solo e così come in tanti comuni accade intorno al Pd si costruiscono alleanze competitive e vincenti. E guarda all’esempio di Piazza San Giovanni: “Si è sottovalutato troppo quanto avvenuto a destra a piazza San Giovanni dove tre forze politiche senza un’ombra di polemica hanno deciso di unirsi e trovarsi insieme. Bisognerebbe ritrovare questo spirito di favorire l’interesse generale del paese”, ha detto Zingaretti.

“Giuseppe Conte sta svolgendo bene il suo ruolo”, ha detto poi il segretario dei dem, che non ha smentito l’ipotesi di un Conte candidato del centrosinistra quando si andrà al voto. “Lo deciderà l’alleanza”, ha detto. E sull’appoggio al governo non ha dubbi: “Sostegno leale a questo governo, ma non per vivacchiare o polemizzare”, dice Zingaretti, e poi dà le pagelle: “Sei e mezzo-sette sulle scelte, quattro sul comportamento politico. La media è insufficiente. Io non avevo l’ansia di far nascere questo governo a prescindere e non ho l’ansia di farlo cadere a prescindere. E nemmeno durare. Bisogna resistere fino a quanto si producono risultati, non fino a scadenze. Bisogna stare al governo non per le poltrone ma per produrre dei fatti”.

Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, è fiducioso sul futuro del Pd, nonostante la pesante batosta in Umbria. “Non cade l’Emilia. In Emilia si vince. E si vince con Stefano Bonaccini”, ha assicurato in un’intervista a Radio Capital.

E Zingaretti non manca di attaccare Matteo Renzi, come già fatto negli ultimi giorni: “È un teorema falso dire che la sconfitta in Umbria sia figlia dell’alleanza tra Pd e M5s. Dobbiamo lavorare insieme. Se riprende una guerra nel campo di forze del centrosinistra gli italiani dicono ‘bye bye’. Io continuo a pensare che Renzi faccia una partita leale, per questo faccio gli appelli a voltare pagina rispetto a quello che è avvenuto in questi 60 giorni”.

Nella stessa intervista Zingaretti parla di Mario Draghi, che sta per concludere il suo mandato alla Banca centrale europea. “Mario Draghi è una delle più grandi personalità italiane in Europa e nel mondo, e sarebbe sicuramente un eccellente servitore dello Stato”, ha detto Nicola Zingaretti sull’eventualità di un suo ruolo da presidente della Repubblica.

Il segretario dem fa poi un passaggio sulla necessità di un congresso del partito. “Sono d’accordo con Cacciari sul congresso. Per farlo cambieremo lo statuto che non si tocca da tredici anni, rientra il concetto di congresso, basato su tesi politiche, aperto alla società italiana. Si terrà nei primi mesi del 2020? Non lo escludo, ma dovremo deciderlo insieme”, prosegue Zingaretti.

E frena sull’eventualità di cambiare nome: “Il nuovo partito si chiamerà Partito democratico o quello che decideremo, io non credo bisogna cadere nell’errore di cambiare tutto per non cambiare nulla”, conclude.

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