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Voto di Fiducia: cosa è, a che serve e come funziona

Di Laura Melissari
Pubblicato il 6 Set. 2019 alle 11:40 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 14:29
Immagine di copertina
I banchi del governo nell'Aula del Senato

Voto di Fiducia: cosa è, a che serve e come funziona

Il 9 e il 10 settembre 2019 il nuovo governo Conte, che ha giurato in Quirinale il 5 settembre, andrà in Parlamento a chiedere la fiducia: ma cos’è e come si svolge? Nell’ordinamento italiano, il Governo deve avere la fiducia di entrambe le Camere. La nostra è infatti una Repubblica Parlamentare, che si basa proprio sul rapporto fiduciario tra governo e parlamento.

Il Parlamento esercita una funzione di indirizzo politico nei confronti del Governo in primo luogo attraverso lo strumento della fiducia. Il Parlamento è l’unico organo legittimato dal mandato popolare, che elegge i suoi rappresentati, deputati e senatori, attraverso le elezioni. Dopo il giuramento, e prima di iniziare la sua attività, ogni Governo deve ottenere la fiducia di Camera dei Deputati e Senato.

A regolare la fiducia al governo è l’articolo 94 della Costituzione, che recita: “Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale. Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia”. Ma cosa è il voto di fiducia?

Voto di fiducia al governo, cosa è e come si svolge?

Come già visto, il governo, dopo aver giurato nelle mani del presidente della Repubblica, si reca entro dieci giorni a Palazzo Madama e a Montecitorio per chiedere la fiducia.

Il premier rivolge alle Camere un discorso incentrato sui punti chiave del programma e sulle linee politiche e le priorità che l’esecutivo vuole darsi. Dopo il discorso del presidente del Consiglio, si passa al voto da perte di deputati e senatori.

Il voto di fiducia avviene tramite mozione motivata e votata per appello nominale. Lo scopo del voto di fiducia è far sì che il governo goda di una maggioranza politica stabile.

La mozione motivata e il voto nominale hanno l’obiettivo di rendere noti quali sono i gruppi parlamentari che sostengono l’esecutivo e che quindi fanno parte della maggioranza.

I deputati e i senatori possono in ogni momento presentare una mozione di sfiducia nei confronti del Governo. La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti di una delle due Camere.

Quand’è il giorno del voto?

Il governo Conte, che il 5 settembre ha giurato nelle mani del capo dello Stato Sergio Mattarella, si recherà alla Camera dei deputati e in Senato rispettivamente il 9 e il 10 settembre. In quell’occasione il neonato governo giallo-rosso, nato dopo le dimissioni del precedente esecutivo M5s-Lega, verificherà se potrà contare su una solida maggioranza (qui alcune ipotesi sui numeri) in entrambe le Camere.