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Majorino a TPI: “Fontana & soci sono anti-lombardi. Siamo un caso europeo di malagestione”

“Ho pronta un’interrogazione alla Commissione europea sul caso Lombardia. È ora di commissariare la sanità lombarda. Il governo Conte ha sbagliato a non intervenire e spero che Draghi non commetta lo stesso errore”. Parla a TPI l’eurodeputato del Partito Democratico Pierfrancesco Majorino

Di Andrea Lanzetta
Pubblicato il 23 Mar. 2021 alle 17:20 Aggiornato il 23 Mar. 2021 alle 17:53
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“La Lombardia è un caso di malagestione a livello europeo della crisi sanitaria”. L’eurodeputato del Partito Democratico, Pierfrancesco Majorino, annuncia così a TPI la preparazione di un’interrogazione alla Commissione europea sul caso lombardo, alle prese con una serie di gravi difficoltà sin dallo scoppio della pandemia, ricordando l’importanza di assicurare un accesso equo ai vaccini contro la Covid-19 in tutto il mondo – a livello continentale, nazionale e regionale – come prevede l’ultima iniziativa congiunta di centinaia di parlamentari europei.

“E’ ora di commissariare la sanità lombarda”, sottolinea Majorino. “Quando lo dicevo un anno fa mi accusavano di essere contro i lombardi mentre proprio Fontana e soci si sono dimostrati anti-lombardi. Anche il governo Conte ha sbagliato a non intervenire e spero che Draghi non commetta lo stesso errore”.

“Non è un problema di destra e sinistra, maggioranza o opposizione, in questo momento il punto è rendere efficace e garantire l’accesso al vaccino o alle cure. Su tutti questi aspetti la Lombardia, che per oltre un secolo ha dimostrato di avere il migliore sistema sanitario d’Italia, è crollata miseramente”, denuncia l’eurodeputato del PD.

Dati aggiornati al: 23-03-2021 15:31 Credit: Governo.it

Gli stessi dati del governo sottolineano il divario tra le varie regioni italiane in termini di somministrazioni, con la Lombardia a figurare tra le amministrazioni in maggior ritardo, una situazione rimasta invariata secondo Majorino anche dopo la defenestrazione dell’assessore Giulio Gallera e l’arrivo di Letizia Moratti.

“La sostanza non è minimamente cambiata”, afferma l’europarlamentare. “Era folle pensare che la sola sostituzione di Gallera potesse risolvere il problema. A lui si possono imputare una serie di ingenuità dal punto di vista comunicativo ma non si sono visti cambiamenti sostanziali perché tutto questo è frutto di anni di smantellamento della sanità pubblica a favore del privato, ingaggiato senza regole”.

Secondo l’esponente del PD, adesso è importante che la politica si concentri sulla massima diffusione e sull’accelerazione della somministrazione delle dosi, “anche e soprattutto nel Sud del mondo, perché il tempo è fondamentale e il virus ha dimostrato di poter variare”. Il punto è assicurare un accesso equo ai vaccini in tutto il mondo, all’interno dei singoli Paesi come all’estero.

In questo quadro si inserisce la nuova iniziativa sottoscritta da Majorino insieme a oltre 240 tra Europarlamentari, deputati e senatori dei parlamenti nazionali degli Stati membri dell’Unione europea, un appello congiunto per sostenere la proposta di sospensione di alcune obbligazioni dell’Accordo TRIPS per favorire l’accesso dei Paesi poveri e in via di sviluppo ai vaccini contro la Covid-19.

“La proposta dei parlamentari va nella direzione di sospendere alcuni obblighi sui brevetti per riuscire ad estendere al massimo la potenzialità di diffusione dei vaccini, avvalendosi di una deroga agli Accordi TRIPS in ragione della particolare gravità della crisi pandemica”, dichiara l’eurodeputato.

Il trattato internazionale “Agreement on Trade Related Aspects of Intellectual Property Rights” fissa alcuni criteri per la tutela della proprietà intellettuale. Sin dal 2005, in caso di gravi crisi sanitarie, l’accordo consente di concedere licenze obbligatorie per la fabbricazione e l’esportazione di medicinali brevettati nei Paesi che non dispongono di sufficienti capacità di produzione. L’iniziativa dei parlamentari mira a sostenere l’appello del direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, di oltre 100 governi nazionali, di centinaia di organizzazioni della società civile e di sindacati per sospendere temporaneamente alcune obbligazioni dell’Accordo TRIPS.

“Abbiamo aderito, in altre forme, alla proposta già contenuta nell’appello di Vittorio Agnoletto, Silvio Garattini, don Luigi Ciotti, Gino Strada e tanti altri fondato su un principio molto banale, secondo cui in una fase di emergenza come questa l’obiettivo di fondo deve essere estendere al massimo la possibilità di diffusione del vaccino. Può allora essere utile battere una strada basata sulla condivisione e sul rendere liberi i brevetti“, spiega Majorino.

“La misura, proposta da India e Sudafrica, faciliterebbe la condivisione di tutta la proprietà intellettuale e del know-how, eliminando i monopoli di proprietà intellettuale, rimuovendo l’incertezza giuridica, ed assicurando la possibilità di collaborare per aumentare e accelerare la disponibilità e l’accessibilità, anche economica, dei vaccini, dei test e dei trattamenti Covid-19 a livello globale”, si legge nell’appello dei parlamentari, secondo cui “a un anno di distanza dall’adozione delle prime misure di confinamento adottate in Europa, è chiaro che bisogna aumentare urgentemente e in maniera esponenziale la produzione e la disponibilità di vaccini, test, medicinali e materiale protettivo”.

In questo senso, nonostante il via libera delle competenti autorità comunitarie, in molti si sono interrogati sull’opportunità della decisione di alcuni Paesi europei di sospendere provvisoriamente le somministrazioni del vaccino prodotto da AstraZeneca, un medicinale su cui punta anche l’Oms nella sua iniziativa COVAX a favore delle nazioni povere. “Abbiamo bisogno del massimo dell’integrazione e della coesione europea e chi dice il contrario ignora il fatto che se avessimo avuto 27 Paesi in guerra tra loro sui vaccini la situazione sarebbe stata ben più grave”, afferma l’esponente del PD. “Sulla vicenda di AstraZeneca l’importante è la trasparenza e credo che il governo abbia fatto quello che doveva”.

Ora però, secondo l’eurodeputato è il momento di ricostruire la fiducia nella campagna vaccinale, senza lasciare spazio alla paura. “Sarebbe inaccettabile consentire la diffusione di timori tra la popolazione sui vaccini e proprio per questo abbiamo delle autorità preposte ad accertare e verificare i casi sospetti. La politica non deve giocare a interpretare le valutazioni dei tecnici”, sottolinea Majorino. “Acquisito il parere di EMA, bisogna seguire le indicazioni delle autorità competenti, nonostante i nuovi dubbi provenienti anche dagli Stati Uniti, che andranno comunque fugati”.

L’emersione dei nuovi ceppi del Coronavirus dimostra però, secondo i parlamentari aderenti all’appello, che non prevarremo sulla pandemia “finché non la sconfiggeremo ovunque”, dai contesti continentali a quelli locali, ma bisogna far presto e bene.

“Siamo nel bel mezzo di una corsa al vaccino ed è giusto che il governo incalzi le grandi multinazionali a rispettare gli accordi, visto lo stretto orizzonte temporale delle prossime settimane, ma non si tratta solo di ‘scattare’ ma di dimostrarsi dei buoni maratoneti”, ricorda l’eurodeputato. “E’ un tema che dovremo affrontare nei prossimi mesi, se non anni”.

Guardando al futuro della Lombardia e di Milano, Majorino vede invece un solo nome possibile: “Beppe Sala“.

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