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Disastro Lombardia sui vaccini, ma Moratti parla ancora di svolta

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Letizia Moratti. Credits: Ansa/Matteo Corner

Disastro Lombardia sui vaccini, ma Moratti parla ancora di svolta

“Mia moglie ed io siamo ultraottantenni in condizioni di salute precarie e non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione della Regione che ci informi quando e dove ci vaccineremo, anche se ormai è passato più di un mese dal giorno in cui abbiamo dichiarato la nostra adesione alla campagna vaccinale”. Inizia così la lettera del pluridecorato economista Michele Salvati al Corriere della Sera che qualche giorno fa ha posto quattro domande ai vertici dell’ente di Attilio Fontana e, in particolare, all’assessora al Welfare, Letizia Moratti.

La difficoltà e l’imbarazzo in cui si trova la Regione Lombardia nell’affrontare una campagna vaccinale disastrosa è ormai sotto gli occhi di tutti, e le cose non sono migliorate nemmeno dopo l’arrivo di Letizia Moratti e Guido Bertolaso. Così la Lombardia, che già a gennaio era tra le ultime regioni per numero di dosi somministrate rispetto a quelle ricevute, si è ritrovata sotto la media nazionale anche per le vaccinazioni agli over 80: 4 su 10 hanno ricevuto almeno una dose, mentre solo l’11,1% le ha ricevute entrambe, un dato che fa precipitare la Lombardia al sestultimo posto.

Ma sui ritardi subiti dagli over 80 hanno influito anche i continui cambi nei ruoli chiave della sanità lombarda (da inizio anno oltre a Gallera è saltato il direttore generale al Welfare Marco Trivelli, mentre il responsabile della campagna vaccinale Giacomo Lucchini è stato di fatto commissariato da Bertolaso). Il piano vaccinale è stato così rivisto più volte e l’inizio delle vaccinazioni per gli over 80, annunciato inizialmente addirittura per fine marzo, è stato anticipato al 18 febbraio.

Moratti dopo un paio di giorni ha deciso di rispondere pubblicamente a Salvati, scrivendo di suo pugno sul Corriere della Sera.

“La Lombardia, dopo aver avviato con il vaccino Pfizer la vaccinazione del personale sanitario e delle residenze per anziani, ha iniziato la campagna vaccinale degli over 80 il 18 febbraio, in concomitanza con il taglio delle consegne di Pfizer, usato per gli anziani. Questa partenza non facile ci ha impedito di somministrare 1,2 milioni di dosi e per gli over 80 di fissare l’11 aprile come data di completamento della prima dose e fine aprile per la seconda”, afferma l’assessora.

“A oggi abbiamo 409mila vaccinazioni agli over 80, di cui 60mila nelle Rsa, con aree della nostra Regione dove la percentuale è superiore alla media italiana, altre dove invece stiamo recuperando. Se guardiamo solo agli ultranovantenni, la Lombardia ne ha vaccinati in percentuale di più rispetto ad altre regioni de lei citate. Sabato, su 120mila vaccinazioni in tutta Italia, 30mila sono state fatte in Lombardia: il 25%. Per una regione dalla complessità della Lombardia è un risultato non banale”, prosegue Moratti che difende la strategia lombarda: “Regione Lombardia ha adottato, prima in Italia, una specifica strategia per alcune aree in cui si sono presentati pericolosi focolai. Una strategia fatta di contenimento, di vaccinazione reattiva, soprattutto delle fasce più a rischio come gli over 80, ma in alcuni casi abbiamo esteso fino alla fascia d’età 60-79 anni. I risultati sono stati notevoli e si è riuscito a ottenere anche una riduzione di trenta volte del tasso di incidenza dei casi come a Viaggiù”.

In sostanza la Giunta regionale ha puntato il dito contro una partecipata voluta dalla Giunta stessa, sperando di scaricare la propria responsabilità su conto terzi: “Sul criterio di chiamata alla vaccinazione interviene, oltre alla successione anagrafica, la distanza dal centro vaccinale, che cerchiamo di garantire il più vicino possibile al domicilio e visto che le persone non sono distribuite in modo omogeneo, si possono creare dei disallineamenti tra aree. Questo criterio della vicinanza molto spesso non è stato rispettato gli anziani sono stati costretti a recarsi in centri vaccinali molto lontani. Visto il perdurare di questi errori si è deciso di rescindere il contratto con Aria, grazie alle clausole di qualità del servizio che avevo fatto introdurre, e ci siamo rivolti a Poste Italiane”, conclude Moratti.

Leggi anche: È ora di commissariare la Sanità lombarda: lettera al ministro Speranza

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