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Home » Politica

L’ultima gaffe del PD: usa Troisi per fare propaganda nell’anniversario della morte. Bufera social

Immagine di copertina
Il post con Troisi sulla pagina Facebook del PD

Il PD usa Troisi per fare propaganda social, bufera sul web

Troisi Pd | Il post su Facebook nell’anniversario della morte 

Troisi Pd – Cambiano i segretari, cambia la composizione dell’Assemblea Pd, cambiano le persone incaricate di seguire la comunicazione digital del Partito Democratico, ma c’è una cosa che non cambia mai per i dem: le gaffe e i post inopportuni sui social.

Questa volta a far indignare migliaia di utenti social è stata una card dedicata all’attore e regista partenopeo Massimo Troisi.

In occasione dell’anniversario della sua morte, sulla pagina Facebook del Partito Democratico è apparso un post corredato da una fotografia e una citazione del regista napoletano: “Potrai avere tutte le ricchezze materiali di questo mondo ma se non hai amore nel cuore resterai sempre povero”.

Il post ha provocato un vero e proprio pandemonio, collezionando centinaia e centinaia di commenti e condivisioni molto critiche, tanto che il Pd è dovuto correre ai ripari rimuovendo il post (che però ha incomprensibilmente ricaricato tale e quale poco dopo).

Ma perché questo ricordo pubblicato in onore di Massimo Troisi sta indignando così tanto i commentatori della rete? Il motivo è semplice: i dem attraverso quel post marchiato Pd hanno in qualche modo cercato di strumentalizzare la figura di un artista amato e conosciuto da tutti senza alcuna autorizzazione.

Troisi fu un sostenitore del Partito Democratico? Alquanto improbabile, visto che il partito fondato da Walter Veltroni è nato nel 2008, ben 14 dopo la morte del regista napoletano.

Quel simbolo politico malamente appiccicato a una card di commemorazione non è andato giù a migliaia di utenti, che hanno aspramente criticato e definito l’iniziativa per quello che è: una strumentalizzazione bella e buona e completamente priva di senso.

troisi pd

troisi pd

Eppure sarebbe bastata una semplice fotografia di Massimo Troisi con una frase ricordo a corredo del post per commemorarne la scomparsa, senza simbolo di partito di sorta, per non apparire grotteschi.

Nonostante i gestori della pagina social del Partito Democratico abbiano immediatamente cancellato il post che tanto stava creando scalpore, molto probabilmente perché nel giro di pochissimi minuti aveva provocato un’indignazione tale da renderlo un vero e proprio case history di come non si fa comunicazione politica sui social network, la card ricordo è stata ripubblicata poco dopo tale e quale ed è stata, ovviamente, nuovamente invasa da commenti stizziti.

Troisi Pd | Quando i dem imitano Salvini

Che senso ha un post del genere, è la domanda che si fanno in molti. La motivazione scatenante è molto più banale di quanto si possa pensare: è chiaramente materiale social che ricalca la strategia da “buongiornissimo” di Matteo Salvini, una strategia che da molti è considerata il vero asso nella manica del vicepremier e leader della Lega alle scorse europee.

Non è però la prima volta che il Partito Democratico si trova a fronteggiare aspre critiche per la propria comunicazione social e per questa tendenza al “buongiornissimo” ispirata al segretario del Carroccio.

Lo scorso anno, in piena campagna elettorale per le elezioni politiche del 4 marzo 2018, i canali social del Partito Democratico pubblicarono, per esempio, una finta chat con Salvini allo scopo di far sorridere i propri simpatizzanti ed elettori.

E poi, ancora: nel luglio del 2017, in occasione dell’uscita del libro “Avanti” dell’ex segretario dem Matteo Renzi, il Pd pubblicò una card con un bell'”aiutiamoli a casa loro” in bella vista che se non avesse avuto il logo Pd in calce avrebbe potuto benissimo essere riutilizzata dal segretario leghista sui propri canali social.

Il risultato? Una pioggia di critiche, esattamente come accaduto con la card di Troisi pubblicata oggi. Non pochi analisti e commentatori nel corso del tempo hanno sollevato perplessità sull’azione comunicativa condotta negli ultimi 2 anni circa dal Pd, che sembra sempre più intento a seguire le orme di Matteo Salvini imitandone i comportamenti considerati vincenti e provocando le reazioni indignate degli elettori che credono sia ancora più necessario differenziarsi dall’avversario politico nei toni e nella comunicazione social.

A quanto pare, però, considerato l’ennesimo scivolone di cattivo gusto, sembra che qualcuno all’interno del Pd ancora non abbia compreso quale sia il giusto percorso comunicativo – e politico – da intraprendere per non farsi fagocitare da un avversario che, allo stato attuale, è decisamente più forte e popolare.

Cinque scene per ricordare Massimo Troisi

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