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Scissione Pd, Ettore Licheri (M5S) a TPI: “Noi sentinelle di questo governo, la tenuta non è a rischio”

Ettore Licheri, possibile nuovo capogruppo del M5S al Senato, commenta a TPI le esternazioni di Alessandro Di Battista e il nuovo assetto del Pd

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 19 Set. 2019 alle 19:58

Scissione Pd, Ettore Licheri (M5S) a TPI: “La tenuta del governo non è a rischio”

Alessandro Di Battista, in un lungo post su Facebook, avverte: “Non vi fidate”. È il monito del grillino che commenta l’accordo tra le due forze politiche e attacca il Pd, ora alle prese con la conclamata scissione di Matteo Renzi.

Ettore Licheri, possibile nuovo capogruppo del M5S al Senato, commenta a TPI le esternazioni di Alessandro Di Battista e il nuovo assetto del Pd.

Quanto spaventa la scissione di Renzi per la tenuta del governo?

L’asticella di rischio a mio avviso non cambia, lo sapevamo, il gruppo parlamentare del Pd è un gruppo renziano, di fatto metterei questa questione all’interno di una dinamica di partito, di una scissione che certamente porterà delle conseguenze interne alla loro forza. Non trovo riflessi diretti sulla tenuta del governo.
Credo che se siamo tutti d’accordo che temi come quello della liberazione dei nostri laboratori dalla schiavitù del precariato, temi di un’istruzione che sia di qualità e per tutti, se siamo d’accordo che occorre un intervento dello stato per rafforzare la nostra economia, se siamo d’accordo che finalmente la questione morale deve tornare al centro de tavolo politico, allora lavoriamo insieme. I cittadini non si preoccupano di queste dinamiche all’interno del partito.
Ai cittadini dobbiamo abbassare le tasse, dobbiamo trovare i soldi e spuntarla in Europa per avere una misura espansiva, per avere più flessibilità e diminuire il cuneo fiscale.
Questo punto vi univa indubbiamente alla Lega, che cosa è successo?
La Lega è scappata di fronte a una manovra di bilancio che avrebbe dovuto essere coraggiosa, una manovra difficile perché ci sono da trovare 23 miliardi per evitare che gli italiani abbiamo l’aumento dell’Iva nei prodotti e nei servizi. Per evitare un esercizio provvisorio e per evitare soprattutto lo spread.
Lo spread, che è diminuito in questi giorni, ci ha portato un tesoretto che è valutabile intorno ai 4-5 miliardi. Con i quali potremmo finanziare il taglio del cuneo fiscale che dicevo poc’anzi.
A cosa attribuisce l’abbassamento dello spread? Era il matrimonio con la Lega che non funzionava?
Nessun investitore straniero avrebbe investito capitali in un paese in piena crisi politica con un’elezione da farsi, a poche settimane della chiusura di bilancio.
Ma nel Movimento resta dello scetticismo, non ultimo il post di Alessandro di Battista che ha dato i suoi otto punti di perplessità sull’accordo con il Pd.
Nel mio paese si dice che “il più pulito ha la rogna”, in questi palazzi la diffidenza non è mai poca, noi di questi signori conosciamo la storia, quella individuale, personale e politica. Però ci sono delle esigenze di cui sono portatori i cittadini e che non ti consentono di dire “torno a casa perché qui è tutto sporco”. Allora attingiamo dalla società civile, prendiamo le nostre intelligenze, prendiamo anche la sfrontatezza di Alessandro e cerchiamo di cambiare il paese con quello che noi abbiamo adesso.
Ma come si fa a costruire un’alleanza se c’è tanta ostilità?
Non confondiamo la diffidenza con l’ostilità. E’ un discorso di fiducia, va guadagnata giorno dopo giorno. E la fiducia dei cittadini noi l’avremo quando finalmente poteremo i fatti ai cittadini.
La frase di Letta che dice “Se Renzi ha rassicurato Conte c’è da preoccuparsi”, come la vede?
Noi lo controlliamo. Noi di questo governo dobbiamo essere le sentinelle, i 29 punti dell’accordo sono quelli che servono a cambiare questo Paese. Noi siamo qui per controllare e accertarci che da oggi in poi si fa della buona politica.
E in tema di immigrazione come farete a trovare un accordo con il Pd, dopo le scelte di Salvini?
La piattaforma programmatica che abbiamo sottoscritto questa estate dice due cose chiarissime: i porti restano chiusi finché l’Europa non organizzerà una struttura permanente di redistribuzione anticipata per quota dei migranti e fino a quando non ci sarà una politica europea di rimpatri. Che è quella dove hanno fallito sia Minniti che Salvini.
Se arrivano navi di ong che farete?
Ogni volta che una nave apparirà all’orizzonte, noi dovremo essere nelle condizioni di poter sapere quelle persone che sono sulla nave dove andranno.
Quindi non ci saranno più persone in mare per giorni, questo lo possiamo credere?
Non ci saranno più i san Ferdinando, 25mila persona ammassate sulla piana di Gioia Tauro. Non ci saranno più. L’Italia non sarà più una piattaforma di sbarco e sosta dei migranti. I porti italiani resteranno chiusi fino a quando non verranno considerati europei.

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