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Quando Salvini cercava voti tra le donne che oggi definisce “fottutissime zingaracce”

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 8 Ago. 2019 alle 13:34 Aggiornato il 8 Ago. 2019 alle 13:34
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Immagine di copertina

Quando Salvini cercava voti tra le donne che oggi definisce “zingaracce”

Quando i rom portano voti, allora non sono da “asfaltare”. È la doppia morale di Matteo Salvini, che nel 2018 in piena campagna elettorale in Molise si faceva fotografare con 3 donne rom, e oggi invoca la ruspa nei campi nomadi. Le ultime uscite di Matteo Salvini sono state ai limiti della violenza.

“Solo in Italia una che è agli arresti domiciliari, che vive in una casa abusiva in un campo rom abusivo, può minacciare di morte il ministro dell’Interno. Ma per i giornalisti il problema non è questa fottutissima zingara ma il ministro dell’Interno. Ma io vi do la mia parola che quella casa abusiva la radiamo al suolo”: sono le parole del vicepremier durante un comizio della Lega ad Arcore, in provincia di Monza.

E pochi giorni prima aveva detto: “Ma vi pare normale che una zingara a Milano dica “A Salvini andrebbe tirata una pallottola in testa”? Stai buona, zingaraccia, stai buona, che tra poco arriva la Ruspa”.

Sta girando molto sui social però una foto che immortala Matteo Salvini a Santa Croce di Magliano, in Molise, durante la campagna elettorale delle politiche 2018. In quel caso il vicepremier, alla ricerca di voti per le elezioni, non ha avuto il minimo problema a farsi selfie con le donne che oggi definisce “zingaracce”. Salvini a caccia di voti tra le donne “zingaracce” dunque?

Qui la foto:

Salvini cercava consensi prima delle elezioni, e non sembrava così impaurito dalle donne rom, quando queste rappresentavano un bacino elettorale

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