Salvini e il “piano segreto” per le prossime elezioni: far uscire l’Italia dall’euro

Dopo i migranti, Salvini tornerà ad additare un altro nemico: l'euro (e l'Europa)

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 10 Ago. 2019 alle 11:49 Aggiornato il 10 Ago. 2019 alle 11:50
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Immagine di copertina

Con il governo quasi in frantumi il leader della Lega Matteo Salvini sta riprendendo la sua campagna elettorale. Non che in tutto questo tempo, in questo difficile anno di esecutivo gialloverde, la abbia mai abbandonata. Ora, però, il vicepremier sta già cominciando a preparare le prossime bandiere della propaganda leghista, quelle da tenere pronte non appena si concretizzerà la  – più che probabile – ipotesi di un ritorno anticipato alle urne.

E questa volta il capo del partito di Via Bellerio sarebbe pronto – come ha scritto Claudio Tito su Repubblica – a lasciare in un angolo la questione migranti per “fare rotta contro Bruxelles”. Il nuovo nemico da combattere, infatti, tornerà ad essere l’Unione europea e le sue istituzioni e regole; regole e parametri che non vanno affatto bene se si è intenzionati ad abbassare le tasse con una proposta in materia di riforma fiscale, la flat tax, che non potrebbe essere realizzata se non con una manovra finanziaria in deficit.

“I dogmi di Bruxelles non sono sacri. I vincoli europei vanno rivisti”, è il mantra che Salvini ha ripreso con forza nelle ultime ore. Ed ecco che infatti viene rispolverato il programma che lo portò a conseguire un buon risultato alle elezioni politiche 2018, quello che parlava di “ridiscutere tutti i trattati che pongono vincoli della nostra piena e legittima sovranità, tornando di fatto alla Comunità Economica Europea precedente al Trattato di Maastricht”. Argomentazioni, queste, che portavano a un’unica conclusione, e cioè che l’euro è la principale causa del declino economico italiano; motivo per cui il Carroccio del “Capitano” ha sempre cercato alleati – come l’ungherese Orban – per avviare un percorso condiviso di “uscita concordata” dall’Ue.

Un percorso che ora potrebbe essere ripreso e attuato attraverso “un piano segreto”, quello che prevederebbe far scattare la procedura d’infrazione per deficit eccessivo e non pagare le sanzioni che Bruxelles applicherebbe al nostro Paese. Come evidenziato sempre da Tito sul quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, infatti, questa intenzione spiegherebbe la ricomparsa sul profilo Twitter di Alberto Bagnai della copertina del suo libro “Il tramonto dell’euro”.

D’altronde, perché affrettarsi tanto nell’innescare una crisi interna all’esecutivo? Perché Salvini non vuole più sottostare ai “no” di Giovanni Tria, e nemmeno andare fino in fondo con il taglio dei parlamentari, riforma che avrebbe reso impossibile il ritorno alle urne per almeno un anno. E il leader della Lega non può permettersi, a questo punto, di non cavalcare l’onda di consensi che vedono il suo partito ben oltre il 30 per cento.

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