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Salvini: “Porte aperte ai parlamentari in uscita dal M5s. Elezioni prima possibile”

Di Luca Serafini
Pubblicato il 26 Set. 2020 alle 08:35
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Immagine di copertina
Matteo Salvini. Credit: Ansa

“Le porte della Lega sono aperte a chiunque voglia rimboccarsi le maniche per costruire un futuro di libertà per il nostro Paese e per i nostri figli. Lo dico soprattutto ai tanti attivisti M5s delusi sui territori, prima ancora che alla compagine parlamentare, dove pure non mancano persone coerenti e perbene in piena sintonia con le nostre idee”. A dirlo, in un’intervista a Libero, è Matteo Salvini, che lancia così un segnale alle truppe grilline in un momento in cui i 5 Stelle sono nel pieno di una vera e propria resa dei conti.

Dopo il deludente risultato alle regionali e gli attacchi di Di Battista, si parla già di pentastellati pronti ad abbandonare il Movimento, come l’ex ministra Barbara Lezzi, ma non solo. Alcuni di questi, Salvini li accoglierebbe a braccia aperte tra le fila della Lega. Sul travaglio nei Cinque Stelle, il leader del Carroccio commenta: “Quanto avviene sta provocando sofferenze in migliaia di cittadini che nel movimento di Beppe Grillo avevano riposto sincere speranze di cambiamento per il nostro Paese. Ho dimostrato rispetto, coi fatti, agli elettori dei Cinque Stelle quando la Lega, al governo, ha votato molti provvedimenti che facevano parte delle loro battaglie storiche. Non ultima quella per il taglio dei parlamentari, che la Lega in aula ha votato quattro volte, prima di arrivare al supporto al referendum che ha certamente contribuito al risultato di lunedì”.

Dopo l’esito delle regionali, per Salvini la distanza tra la maggioranza parlamentare e quella nel Paese è tale da rendere necessario andare a elezioni quanto prima. Il leghista ritiene infatti che si debba votare “prima dell’elezione del nuovo capo dello Stato”. Salvini, nell’intervista a Libero, rilancia anche le sue proposte per far ripartire il Paese: “Pensiamo a quanto ossigeno darebbero alle imprese lo sblocco delle opere pubbliche sul “modello Genova”, la sospensione della follia paranoica del Codice degli appalti, l’estensione della flat tax al 15% alle famiglie e alle piccole medie imprese Sono tutte proposte che come Lega voteremmo domani mattina, con tanto di applauso e standing ovation al premier”.

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