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“Salvini, va’ in Libia e porta qua tutti i migranti che trovi, ecco perché ti conviene”: la provocazione di Maria Giovanna Maglie

Retroscena TPI: durante una festa romana la giornalista ha dato al vicepremier un consiglio su come mettere l'Europa spalle al muro

Di Luca Telese
Pubblicato il 10 Lug. 2019 alle 14:16 Aggiornato il 10 Lug. 2019 alle 14:31
Immagine di copertina
La giornalista Maria Giovanna Maglie e il vicepremier Matteo Salvini

Salvini migranti Libia | Il consiglio di Maria Giovanna Maglie al vicepremier

“Gli ottomila profughi che la Libia minaccia di liberare perché arrivino in Italia come una arma non convenzionale? Matteo, ti regalo una idea: andiamoli a prendere noi. E portiamoli in Europa”. Luogo: la sontuosa festa di compleanno di Roberto D’Agostino. Protagonisti del dialogo, Maria Giovanna Maglie, giornalista con una lunga esperienza da inviata in giro per il mondo. E Matteo Salvini, ministro dell’Interno.

Proposta paradossale, ma argomentata con logica ferrea, molto indicativa degli umori di chi conta nell’entourage del leader leghista. “Basta con le Ong”, dice la Maglie. “Andiamo a prenderli con le navi della Marina Militare italiana, tutti. Un gigantesco corridoio umanitario. Ma un minuto dopo facciamo le quote noi e ci presentiamo davanti a tutti i porti europei dicendo: visto che noi siamo i cattivi e voi siete quelli buoni contrari alla chiusa dei porti, vi abbiamo portato la quota che vi spetta. Fammi sbarcare”. Quali paesi? “Tutti: Germania, Francia, Spagna, la solidale Olanda….”.

Alla conversazione assistono diversi testimoni. Il capannello si anima. Ma la Maglie, raggiunta da TPI il giorno dopo nega che si tratti di una boutade e aggiunge: “Io non la considero una provocazione ma una chiarificazione”.

In che senso? “Visto che siamo i cattivi d’Europa. Visto che non possiamo essere i recipienti di tanti viaggi organizzati da trafficanti… Visto che noi ormai siamo saturi e non abbiamo più margini di accoglienza e che il parere degli italiani contrari alla politica degli sbarchi qualcosa dovrebbe contare….”. Ebbene? “La Germania ce lì rimanda indietro sedati in treno. La Francia picchia le donne incinte a Ventimiglia. La Spagna spara e l’Olanda ci fa lezioni. Visto che sembra che ci sia un solo cattivo in questa sporca guerra e che quel cattivo siamo noi perché chiudiamo i porti…”. E allora? “E allora portiamoglieli alla porta di casa e vediamo se li fanno sbarcare”.

Dici sul serio? “Serissima. Andrei a prenderli tutti con gli aerei e con le navi, portiamone trecento in ogni paese d’Europa, una media equa e sostenibile per i paesi dell’Unione. Sarebbe interessante capire cosa accadrebbe”.

E che reazione ci sarebbe? “Accadrebbe che direbbero di no, che chiuderebbero i porti, che attuerebbero blocchi navali e che minaccerebbero di spararci. Allora scopriremmo che non siamo i soli cattivi, fascisti e poco solidali”.

Ottima provocazione. Ora diciamo che è uno scherzo? Sorriso. “E perché? Fossi Matteo Salvini lo farei subito. Così la narrazione dell’Italia egoista si polverizzerebbe in un secondo. E scopriremmo che il ‘cattivo’, il ‘sovranista’, è l’unico che sta provando a trovare una soluzione”. Chissà se Matteo seguirà il consiglio.

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