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Romeo (Lega) a TPI: “Da parte della Lega nessun veto a Draghi. Ascolteremo e valuteremo”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 3 Feb. 2021 alle 14:28 Aggiornato il 3 Feb. 2021 alle 14:52
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Credit: Ansa foto

Dopo una giornata di intense consultazioni che sono andate avanti fino alle 17, il presidente della Camera Fico ieri è salito al Quirinale per riferire a Sergio Mattarella l’esito del mandato esplorativo. Il capo dello Stato, preso atto delle divergenze insormontabili tra i componenti della ex maggioranza di Governo, ha incaricato Mario Draghi di formare un nuovo esecutivo. L’ex numero uno della Bce ha accettato con riserva. Troverà l’appoggio delle forze politiche in campo? Alcune posizione sono state già chiarite, mentre la Lega si riserva di valutare. Il capogruppo Lega al Senato Massimiliano Romeo chiarisce a TPI la posizione del partito.

La Lega come è predisposta verso Draghi?
Noi pensiamo che la prima forza politica italiana non debba avere pregiudizi, quindi prima si ascolta, si valuta e poi si decide. Questo accadrà facendo un passaggio con tutta la coalizione di centrodestra, cercando di fare sintesi, come ha fatto in modo brillante Salvini in queste settimane.

Salvini ha anche detto “non firmeremo una cambiale in bianco”.
Noi abbiamo posto dei temi: far abbassare le tasse, far ripartire i cantieri, sospendere il codice degli appalti, c’è il tema del lavoro, della sicurezza, il piano vaccini, la scuola. Questi sono i grandi temi per rilanciare il Paese e per metterlo in sicurezza dal punto di vista sanitario ed economico. Se l’ipotesi in campo fosse una riedizione del governo Monti, a quel punto la Lega non sarebbe neanche disposta a sedersi attorno a un tavolo.

Ci saranno temi che probabilmente verranno messi in discussione.
Qui c’è da spendere bene i soldi del Recovery Fund e poi in questo momento non si può certo portare avanti una politica ‘lacrime e sangue’. Monti era arrivato per tagliare e fare le sue sforbiciate che avevano danneggiato il Paese, qui c’è da spendere i soldi del Recovery.

State seguendo la linea sposata, sembrerebbe, da Fi, Toti, Lupi. Una linea che Giorgia Meloni sembra invece contrastare orientata al voto.
A noi interessa l’orizzonte temporale, sembra che ogni occasione sia buona per non farci votare: nell’agosto 2019 c’era la scusa dell’aumento dell’Iva, adesso c’è la scusa della pandemia. Di conseguenza, la nostra è una posizione di chi vuole ascoltare e valutare per tenere conto delle varie sensibilità del centrodestra, cercheremo di lavorare per tenerlo unito.

Cosa dice sull’intesa mancata di ieri?
Io, con una battuta, avevo detto che avrebbero trovato un accordo salvo intese, ecco quella battuta la diceva lunga sul fatto che quell’esperienza è abbondantemente finita. Fare un governo per andare contro qualcuno, ossia Salvini, non porta lontano. Tutti i nodi vengono al pettine. Si sapeva che saremmo arrivati a una situazione di questo tipo.

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