Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 12:02
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Politica

“Facciamo da me?”. La riunione nella sede della Stand by me di Simona Ercolani per mettere a punto la Bestia social di Matteo Renzi

Immagine di copertina

Dalle carte dell’inchiesta Open, contenenti email e chat sequestrate ad alcuni degli indagati, emerge anche l’esistenza di una task force volta a sostenere l’attività politica di Renzi sul web e sui social.

La “leopoldina” Simonetta Ercolani, titolare della società di produzione “Stand by me”, ne faceva parte. Tutto inizia il 7 gennaio del 2017, quando Fabrizio Rondolino, giornalista renziano ed ex portavoce di D’Alema, invia un’email a Carrai, il cui oggetto è “Anti-Grillo” e l’allegato è denominato “Tu scendi dalle stelle”.

Due mesi più tardi, il 2 marzo, la Ercolani passa all’azione: propone la sede della sua società per un incontro del gruppo. “Facciamo da me?”, scrive indicando agli altri l’indirizzo. Tutti i presenti rispondono “Ok”.

Così può iniziare la “fase 2” della bestia renziana, dopo un passato pro-primarie e pro-referendum: alla “dark room” (come la definiscono gli inquirenti negli atti) partecipano complessivamente 25-30 persone, moltissimi giovani reclutati alla Leopolda, ma anche alcuni tra i più fedeli collaboratori dell’ex premier.

Ci sono Fabio Pammolli, lo stesso Carrai, il suo socio Giampaolo Moscati, la coppia Ercolani-Rondolino, l’ex hacker Andrea Stroppa, Paolo Dello Vicario, Paolo Magi e Alexander Marchi.

Per tracciare le interazioni dei milioni di utenti della rete, stilano una lista di attivisti con tanto di punteggio assegnato a ciascuno di loro. Si dotano di software di rilievo quali Tracx (costo 60mila euro) e Voyager (costo 250mila euro), in grado di monitorare gli orientamenti sui social.

Ma non solo: secondo gli inquirenti, la bestia renziana avrebbe prodotto anche fake news per screditare gli avversari politici.

A pagare? È sempre Open: un ulteriore elemento che vale a confermare, per la Procura, il fatto che la fondazione fosse un’articolazione della corrente di Renzi nel Pd.

Sul caso “Stand by Me”, ora, anche la vigilanza Rai vuole vederci chiaro.

Ti potrebbe interessare
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Politica / Difesa comune Ue, lo studio che sfida il riarmo: “Spendiamo già come una superpotenza, ma male”
Politica / Europa: quale Difesa? Archivio Disarmo presenta un nuovo rapporto su come superare la logica del riarmo
Ti potrebbe interessare
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Politica / Difesa comune Ue, lo studio che sfida il riarmo: “Spendiamo già come una superpotenza, ma male”
Politica / Europa: quale Difesa? Archivio Disarmo presenta un nuovo rapporto su come superare la logica del riarmo
Opinioni / La Repubblica italiana va difesa da chi vuole i pieni poteri
Politica / Morto Gianni Mattioli, politico tra i padri dell’ecologismo in Italia
Politica / Mattarella per gli 80 anni della Repubblica: "Il 2 giugno fu una svolta storica per nuovo patto civile”
Politica / La nuova legge elettorale ai raggi X: Stabilicum vs Rosatellum
Politica / Flottila, Antonella Bundu a TPI: “Mi hanno messo le catene, rinchiusa in una gabbia e derisa. Ma ai palestinesi accade da decenni”
Politica / “Quando c’era lei”: Meloni smentisce di aver chiesto di censurare la campagna di Renzi
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale