Renzi non sta con Zingaretti: “Un nuovo Pd? Se fanno come Corbyn ci aprono un’autostrada”

Il leader di Italia Viva commenta l'annuncio del segretario dem, che dopo le regionali dice di voler dar vita a una svolta nel partito

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 12 Gen. 2020 alle 11:36 Aggiornato il 12 Gen. 2020 alle 11:36
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Matteo Renzi, fondatore e leader di Italia Viva. Credit: Facebook

Se fosse ancora nel Pd, Matteo Renzi farebbe battaglia contro la svolta annunciata dal segretario Nicola Zingaretti. L’ex premier, oggi leader di Italia Viva, è fortemente contrario all’apertura del partito a sindaci, movimenti e sindacati. “Se nel Pd fanno come Corbyn, ci apriranno un’autostrada”, si frega le mani Renzi, intervistato da Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera di oggi, domenica 12 gennaio.

L’ex segretario parla all’indomani dell’intervista rilasciata su Repubblica in cui Zingaretti ha annunciato che, comunque andranno le elezioni regionali del 26 gennaio, dopo il voto si aprirà una fase congressuale del Partito democratico che porterà alla nascita di un “partito nuovo”.

“Sono l’ultimo a poter parlare del dibattito del Pd”, osserva Renzi. “Ma ho rispetto per Zingaretti e i suoi: se pensano che la soluzione sia davvero aprire alle sardine, alla società civile recuperando un rapporto con la Cgil o assorbendo Leu, noi di Italia Viva non saremo in difficoltà. Anzi, ci si apre un’autostrada”.

“Spostandosi sulla piattaforma di Corbyn o di Sanders si perde”, avverte l’ex premier. “Noi siamo un’altra cosa: radicalmente riformisti. In bocca al lupo a ciò che verrà dopo il Pd. Italia Viva sarà una casa accogliente per tutti i riformisti”.

Nell’intervista Renzi annuncia per febbraio la prima assemblea nazionale di Italia Viva: “Sorprenderemo anche i pessimisti. Anche perché nel merito la cronaca politica ci sta dando ragione su tutto. A cominciare dal Jobs Act”, dice,

Ma l’ex segretario dem parla anche di governo: “Passate le regionali in Emilia il governo deve sbloccare i cantieri con Italia Shock e rilanciare la crescita”, sottolinea. “Ci sono 120 miliardi di euro bloccati dalla burocrazia, è inspiegabile aspettare ancora: a febbraio presenteremo la nostra proposta”.  “Va evitato l’immobilismo. Conte si è preso qualche giorno per la verifica: aspettiamo le elezioni in Emilia e poi tireremo le somme”.

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