Renzi e la frase sui morti di Bergamo: “Nessuna strumentalizzazione, ma se qualcuno si è sentito offeso mi dispiace”

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 3 Mag. 2020 alle 09:22 Aggiornato il 3 Mag. 2020 alle 09:23
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Credit: ANSA

Renzi e la frase sui morti di Bergamo: “Se qualcuno si è sentito offeso mi dispiace”

Il senatore Matteo Renzi, leader di Italia Viva, torna sulla polemica suscitata dalla sua frase, pronunciata quattro giorni fa in Senato, sui morti di Bergamo (“se fossero qui ci direbbero di ripartire”). L’ex premier non cambia idea e respinge l’accusa di aver strumentalizzato le vittime del Coronavirus per la sua propoganda politica, ma si dice dispiaciuto se qualcuno si è sentito offeso.

“Contro il pregiudizio non c’è difesa”, dice Renzi, intervistato da Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera di oggi, domenica 3 maggio. “Invito ad ascoltare il discorso: non c’è alcuna strumentalizzazione come mi hanno confermato le email di tanti parenti delle vittime. Ho detto che la gente di Bergamo è gente che lavora sodo, che non molla mai, che merita di essere onorata ripartendo. Tuttavia se qualcuno si è sentito offeso, me ne dolgo”.

Renzi cita poi Sandro Pertini, uno dei presidenti della Repubblica più amati della storia d’Italia: Sandro Pertini, ricorda il leader di Italia Viva, “dopo il terremoto in Irpinia disse che ‘il miglior modo per onorare i morti è pensare ai vivi'”. “Non sono Pertini – dice Renzi -, ma la penso esattamente così. Poi se vogliamo rispettare i trentamila morti facciamo una vera commissione di inchiesta e capiamo chi ha sbagliato. Nel frattempo lavoriamo alla ripartenza, insieme”.

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