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Renzi: “Il governo va avanti fino al 2023, con o senza Conte”

Il leader di Italia Viva scuote la maggioranza e annuncia battaglia in parlamento sulla manovra economica: "Le tasse non devono aumentare"

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 2 Nov. 2019 alle 09:55 Aggiornato il 11 Nov. 2019 alle 12:55
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Immagine di copertina
Matteo Renzi, leader di Italia Viva, e Giuseppe Conte, presidente del Consiglio

Matteo Renzi scuote il governo. Il leader di Italia Viva annuncia battaglia in parlamento sulla manovra economica (“le tasse non devono aumentare”) e lancia un avviso a Giuseppe Conte: la legislatura arriverà fino al 2023 con o senza l’attuale premier. “Dipende da come funziona il governo, non da me”, spiega Renzi in una intervista concessa a Il Messaggero. “Avanti con o senza Conte”, titola in prima pagina il quotidiano romano.

“A me sta a cuore l’Italia, non il futuro dell’avvocato Conte”, dice l’ex segretario del Pd. “Conte è stato il premier di una maggioranza che ha azzerato la crescita in Italia: per una serie di circostanze oggi si ritrova premier anche della maggioranza alternativa. Qualcuno degli alleati, che confonde i sondaggi con la politica, lo immagina addirittura candidato leader alle prossime elezioni. Tutto assolutamente legittimo. Io però ragiono diversamente. Per me l’unica preoccupazione è che l’Italia vada avanti, che le tasse non aumentino, che il Paese si rialzi”.

“Spero che Conte lavori bene, faccio il tifo per lui e gli do una mano, oggi, senza farmi film su domani”, prosegue Renzi. “Che cosa abbia in testa Conte per il suo futuro mi è indifferente: basta che adesso pensi a lavorare per il bene dell’Italia. La legislatura durerà fino al 2023, sicuramente: siamo una democrazia parlamentare e in Parlamento c’erano, ci sono e ci saranno i numeri per un governo che non ci spinga fuori dall’Europa”.

Parole nette, che suonano come un vero e proprio avvertimento a Conte. Tra i due già nelle scorse settimane ci sono stati screzi: rispondendo alle critiche avanzate da Italia Viva (e dal leader M5S Di Maio) sulla manovra, il premier aveva invitato le forze che sostengono la maggioranza a “fare squadra”, minacciando che chi non si fosse adeguato sarebbe stato messo “fuori dal governo”.

“Adesso abbiamo due obiettivi: eleggere un Presidente della Repubblica garante dell’Italia in Europa nel 2022 e utilizzare questo periodo di calma sui mercati per ridurre il costo degli interessi sul debito”, dice ora Renzi. “Se poi qualcuno vuole andare a votare prima, magari per replicare il brillante risultato dell’Umbria dove si è scelto di anticipare il voto facendo della regione un caso nazionale, non ha che da dirlo. Basta che poi ciascuno si prenda le sue responsabilità. Noi siamo per andare avanti, gli altri ci faranno sapere”.

“Su un punto però non transigiamo”, avverte il leader di Italia Viva. “Non possiamo alzare le tasse agli italiani”. “Abbiamo vinto la battaglia per eliminare l’aumento dell’Iva e adesso vinceremo anche quella sulle macchine aziendali, sulla plastica e sullo zucchero. C’è chi rivendica la propria battaglia No Tav, chi quella No Tap. Noi di Italia Viva siamo quelli No Tax”. Secondo Renzi, il previsto rialzo della pressione fiscale, così come congegnato, sarebbe “una inspiegabile mazzata alla classe media”.

La manovra in parlamento cambierà? “Ma certo!”, risponde l’ex premier. “È un diritto, persino un dovere del Parlamento cambiarla. A meno di non dare al governo i pieni poteri. Solo lo scorso anno il Parlamento fu esautorato dalla discussione della legge di Bilancio per la prima volta in 70 anni. Sono certo sia stata anche l’ultima. E mi auguro che le opposizioni diano il loro contributo: in una democrazia parlamentare si prende il buono da tutti”.

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