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Quota 100, scontro Conte-Renzi: per il premier è un “pilastro della manovra”

Il botta e risposta tra il premier e l'alleato di Italia Viva fa tremare la maggioranza

Di Maria Teresa Camarda
Pubblicato il 18 Ott. 2019 alle 15:44 Aggiornato il 18 Ott. 2019 alle 16:15
Immagine di copertina
Il premier Conte e il leader di Iv Renzi

Quota 100, scontro Conte-Renzi: per il premier è un “pilastro della manovra”

Il premier Giuseppe Conte e il leader di Italia Viva Matteo Renzi sempre più ai ferri corti. A far tremare la maggioranza è il nodo “Quota 100“. L’ex segretario del Pd, che con i suoi numeri tiene in piedi la maggioranza giallorossa, ha definito la misura “ingiusta” e ha annunciato un emendamento per cancellarla e “dare i soldi ai giovani”. Il presidente del Consiglio, da parte sua, ha definito Quota 100 “un pilastro della manovra”. E ha aggiunto: “C’è un iter parlamentare e dobbiamo rispettare le opinioni ma confido che questa manovra mantenga la sua coerenza intrinseca”.

Ma Matteo Renzi pensa a un percorso parlamentare differente per la legge di bilancio: “Nessuno si stupisca del fatto che c’è un lavoro parlamentare, il governo presenta una proposta, il Parlamento cerca di migliorarla e se ci riesce è un bene per tutti”. “Faremo tutti del nostro meglio per migliorare la manovra, ma senza un tono polemico. Dalla Leopolda zero polemiche e zero minacce”, ha concluso, lasciando immutata l’intenzione di intervenire in Parlamento sulla manovra.

“Abbiamo fatto un tavolo – ha concluso Conte – tutte le forze politiche hanno accettato. Poi per carità capisco che una misura piaccia di meno, un’altra di più, rispetto tutte le opinioni”.

Conte a Bruxelles per il Consiglio Ue

Il presidente del Consiglio si trova a Bruxelles per la riunione del Consiglio europeo. Ai giornalisti che in conferenza stampa gli hanno chiesto se ha avuto modo di confrontarsi con gli altri leader sulle misure contenute nella manovra che l’Italia ha consegnato all’Ue, Conte ha risposto schivando la domanda: “Qui a Bruxelles non se n’è parlato”.

E a proposito del documento, riferendosi alle polemiche sorte per la spinta ai pagamenti elettronici, il presidente ha aggiunto: “Portare la soglia del contante da tremila a duemila euro non mi sembra un messaggio di criminalizzazione di qualcuno, non stiamo svantaggiando nessuno”.

“Ci siamo premurati per tempo – ha proseguito – di lavorare con tutti gli intermediari finanziari perché questa modalità digitale di pagamento non sia penalizzante per le commissioni. Ho parlato con tutti i principali operatori e saranno parte integrante della partita. Andremo ad azzerare o ridurre sensibilmente le commissioni”.

Il premier Conte ha spiegato che l’obiettivo è quello di combattere l’evasione fiscale e ha sottolineato come “alcune stime accreditano un’economia sommersa sino a 100 miliardi, una cifra pazzesca. Io non dico si possa recuperare tutto, ma anche una parte vuol dire realizzare promesse concrete per far pagare meno tasse a tutti i cittadini”.

Conte ha quindi ribadito che “due sono le possibilità. Criminalizzare o incentivare, affinché l’economia sommersa possa emergere. Abbiamo scelto la seconda strada”.

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