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Prof agli studenti: “Liliana Segre non la sopporto. Vi prende in giro. Cerca pubblicità”

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 31 Gen. 2020 alle 14:53
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Immagine di copertina
La senatrice a vita Liliana Segre

Firenze, prof agli studenti: “Liliana Segre non la sopporto, vi prende in giro”

“Liliana Segre non la sopporto. E anche voi, ragazzi, non vi fate fregare da questi personaggi che cercano solo pubblicità”. Così una professoressa ai suoi studenti della scuola media Mazzanti di Firenze, nel quartiere di Coverciano, lunedì scorso nella Giornata della Memoria. A riportare la notizia oggi, venerdì 31 gennaio, è il quotidiano La Nazione.

I ragazzini di seconda media tornati a casa hanno riferito le parole dell’insegnante ai genitori che hanno espresso la propria indignazione nei gruppi WhatsApp utilizzata per le comunicazioni scolastiche.

Secondo la versione riporta da La Nazione, la prof avrebbe aggiunto: “Anche mio nonno è stato in un campo di concentramento ma non è certo andato in giro a dirlo a tutti. E ora non andate a casa a dire ai vostri genitori che sono nazista e antisemita”.

I genitori degli studenti hanno protestato contro l’istituto. La prof ha quindi chiesto scusa ai ragazzi per aver offeso Liliana Segre, 90 anni, senatrice a vita ed ex deportata sopravvissuta ad Auschwitz.

“Erano sconcertati – ha dichiarato una mamma – Perché è vero che sono molto giovani ma non sono affatto sprovveduti e sanno bene cos’è stato l’Olocausto e quante morti assurde ha provocato. Non è possibile che questa persona, tra l’altro non nuova a certe esternazioni, tiri fuori certe opinioni a scuola. Tra l’altro a quanto pare sembra che abbia anche tessuto le lodi di Mussolini”.

“È allucinante che una insegnante tenti di delegittimare proprio l’elemento più prezioso del lavoro della senatrice: passare il testimone della memoria e della coscienza civile alle giovani generazioni, che sempre meno potranno contare sui testimoni diretti di quell’orrore” dichiara Valerio Fabiani, componente della segreteria regionale del Pd della Toscana e della direzione nazionale del Pd.

“Dopo le opportune verifiche, qualora questi gravissimi fatti siano confermati, è opportuno e necessario che si attui un provvedimento disciplinare verso questa insegnante perché la scuola non può diventare un luogo dove si relativizza o si sminuisce il più grande crimine della storia recente”, aggiunge Fabiani.

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