“Schediamoli e facciamo una Plaza de Mayo”: c’è dell’altro nel passato vergognoso del prof anti-sardine Talamini Bisi

Di Charlotte Matteini
Pubblicato il 24 Nov. 2019 alle 16:59
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Si è scusato e ha dichiarato che mai avrebbe punito gli studenti che avessero deciso di partecipare alla manifestazione delle Sardine di Fiorenzuola. “Buonasera, sono Giancarlo Talamini, il docente che ha pubblicato su Facebook, le esternazioni, attualmente circolanti in rete. Ne approfitto per scusarmi pubblicamente con tutti gli studenti, genitori, colleghi e dirigenti che non era certo nelle mie intenzioni mettere in difficoltà attraverso il mio scritto.

Chi mi ha conosciuto sa che non sarei mai e poi mai in grado di compiere azioni del genere”, ha scritto ai giornali il professor Talamini Bisi, docente di italiano e storia del liceo Mattei di Fiorenzuola, in risposta alla polemica che l’ha visto protagonista.

Finito nell’occhio del ciclone per aver minacciato la bocciatura degli studenti che avessero deciso di prendere parte alla manifestazione delle Sardine di Fiorenzuola, Talamini Bisi non è però nuovo a minacce simili. Come verificato da Tpi, infatti, pochi giorni prima che la polemica per il post contro gli studenti deflagrasse, Talamini Bisi aveva provato a minacciare anche le Sardine di Piacenza con una serie di post pubblicati sulla sua bacheca e su quella della pagina dell’organizzazione emiliana.

“Andiamo, fotografiamole, schediamole e rendiamo piazza Cavalli come Plaza De Mayo”, si legge nel post pubblicato da Talamini Bisi il 20 novembre scorso sulla bacheca delle Sardine di Piacenza, evocando per i manifestanti una sorta di riedizione del bombardamento che durante il colpo di Stato militare del 1955 colpì i manifestanti peronisti presenti nella piazza simbolo di Buenos Aires e che provocò centinaia di morti.

Ma Talamini Bisi non si è fermato qui. In un altro post pubblicato sulla sua bacheca si legge: “Belli i tempi quando in Argentina c’era Jorge Rafael. Belli i tempi quando in Cile c’era Augusto. Ci vorrebbero ancora adesso in Italia, sistemerebbero in un colpo solo Cooperative, Sardine piddine, sinistrorsi, grillini canterini, Arci, Anpi, Ong, docenti e giudici politicizzati.

I mezzi ci sono. Smartphone, droni, la rete per compiere una schedatura. Poi un soggiorno al Garage Olimpo con l’assaggio gratuito del servizio elettrico e dell’orzo bimbo, un viaggetto aereo anch’esso gratuito, mamme che espongono tante belle foto e cantano canzoni dello Zecchino d’Oro nella piazza principale del paese. Bei tempi. Santi Augusto e Rafael pregate per noi”.

Che fine hanno fatto i due post? Esattamente come nel caso delle minacce contro gli studenti del Mattei, Talamini Bisi ha provveduto a cancellarli sostenendo che gli utenti che stavano protestando non fossero in grado di distinguere una burla da una cosa seria e che quelle erano solamente “cavolate che amo sparare”.

La sua “passione” per le dittature militari e il fascismo, però, Talamini Bisi non l’ha mai nascosta, almeno fino a quando non è diventato il protagonista delle cronache nazionali per un giorno. Sul suo blog, raggiungibile all’indirizzo giancarlotalamini.altervista.org, fino a ieri era possibile trovare tutta una serie di scritti che poco lasciavano all’interpretazione.

“Si, sono razzista. E me ne vanto. Sono razzista perché amo l’Italia. Sono razzista perché do rispetto solo a chi rispetta me, il mio Paese, le mie tradizioni, la mia cultura, la mia fede, le mie consuetudini”, si leggeva in uno dei “pensieri” pubblicati sul blog. Tutto sparito, o meglio bloccato dalla tarda serata di ieri. Sulla home del blog ora campeggia il messaggio di scuse diffuso da Talamini Bisi e quasi nulla più.

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