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Zafarana lascia e raddoppia: per il ruolo di comandante della Gdf è sfida tra Umberto Sirico e Andrea De Gennaro

Immagine di copertina
Umberto Sirico, Capo di Stato Maggiore della GDF

Come abbiamo raccontato nei giorni scorsi, la partita sul prossimo Comandante generale della Finanza sta entrando nel vivo. La prossima settimana sarà quella decisiva per la scelta sul successore di Giuseppe Zafarana, che diventerà formalmente Presidente di ENI nell’assemblea di inizio maggio del cane a sei zampe e dovrà pertanto lasciare il comando della Gdf.

Resta in pole Andrea De Gennaro, fratello dell’ex capo della Polizia Gianni, spinto dalla rete di relazioni dell’illustre parente.
Dietro di lui avanza il Capo di Stato maggiore Umberto Sirico, sponsorizzato fortemente dal Comandante uscente che vorrebbe mantenere – attraverso il fedelissimo Generale napoletano – un’influenza sul Corpo. Un lascia e raddoppia che metterebbe Zafarana nelle condizioni di avere un enorme potere, ma che al contempo potrebbe determinare un calo di autorevolezza per la Finanza.

Ecco l’ennesimo paradosso: da una parte la concreta possibilità di un Comandante generale della GDF scelto (anche) in quanto fratello dell’ex Capo della Polizia, dall’altro un Comandante generale che avrebbe un debito di riconoscenza verso il vecchio Comandante nonché neo Presidente della più strategica azienda dello Stato. Un bivio da brividi. Tertium non datur? Per ora non è dato sapere, anche se non mancano profili in grado di raccogliere il testimone e di proseguire nell’efficace azione di contrasto ai reati economici messa in campo in questi anni dal Corpo. È ciò che spera chi ha veramente a cuore il prestigio di una forza di polizia vitale per lo Stato e il cui lavoro è riconosciuto e riconosciuto in tutto il mondo.

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