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Pd-M5s, tensioni nei dem sui punti della trattativa: renziani contro Zingaretti

Ascani: "Qualcuno vuole far saltare l'accordo di governo"

Di Maria Teresa Camarda
Pubblicato il 22 Ago. 2019 alle 15:53 Aggiornato il 10 Gen. 2020 alle 20:28
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Immagine di copertina

Pd-M5s, tensioni nei dem sui punti della trattativa

L’ipotesi di un governo Pd-M5s sta rendendo ancora più instabile il già precario equilibrio che tiene insieme le diverse anime del Partito democratico. Le immagini del segretario Nicola Zingaretti esultante per aver ricevuto “per acclamazione e all’unanimità” il mandato della Direzione per trattare col partito di Luigi Di Maio sono sono soltanto di ieri e già oggi è tempo di veleni e sospetti (qui le ultime news sulla crisi di governo).

L’accusa a Zingaretti da parte dei renziani è molto precisa: starebbe trattando coi 5 Stelle sulla base di tre punti, e non sui cinque approvati ieri in Direzione e mai discussi con l’ala del partito che fa capo all’ex segretario Matteo Renzi.

I tre punti li ha svelati Repubblica: abolizione totale dei due decreti sicurezza; accordo di massima, prima della formazione del governo, sulle misure della manovra economica; no alla legge della riforma sul taglio dei parlamentari, così come è stata scritta e votata fino ad oggi. Punti che, sostengono i renziani, alzano l’asticella della trattativa, sono più difficili da far digerire ai pentastellati e punterebbero sostanzialmente a far saltare la possibilità di un accordo.

“Se di fronte al rischio della destra così come ancora si presenta, con Salvini e Meloni in primissima linea, qualcuno nel Pd pensa di far saltare il banco di un possibile governo, istituzionale o di legislatura, sul taglio dei parlamentari, se ne assumerà la responsabilità di fronte al Paese e all’Europa. Le condizioni sono quelle poste in direzione, altre condizioni rischiano di essere fuori luogo in questo momento”, dice all’Ansa Anna Ascani, vice presidente Pd, dopo un colloquio con Matteo Renzi.

Zingaretti però rispedisce le accuse al mittente: “I punti alla base della possibile trattativa per un nuovo governo sono quelli decisi all’unanimità dalla Direzione di ieri e che abbiamo presentato oggi al Presidente della Repubblica”. “Qualora ce ne fossero le condizioni e la disponibilità, è giunto il tempo di aprire una fase di confronto e approfondimento” , ha scritto in una nota il segretario del Pd.

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