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La sinistra che si oppone alla patrimoniale per i ricchi sta sputando sulla povertà

Immagine di copertina
Nicola Zingaretti. Credit Image: © Matteo Nardone/Pacific Press via ZUMA Wire

Il commento di Luca Telese

Tasse! Che bestemmia! Ma in realtà le tasse non dovrebbero essere un tabù, solo una domanda a cui dare una risposta: chi le deve pagare? Fra le cose incomprensibili, in queste ore, a sinistra, c’è la polemica contro l’ipotesi di una tassa patrimoniale.

A proporla con una intervista a Repubblica, come è noto, è stato Maurizio Landini, segretario della Cgil, mentre ad avversarla sono – ovviamente – l’ala destra dei renziani, e (anche, a sorpresa) il segretario Nicola Zingaretti.

Il governatore del Lazio è apparso addirittura seccato nel suo intervento davanti ai gruppi parlamentari: “Non so se è una proposta del sindacato, di certo non è una proposta del Pd”.

Eppure la patrimoniale dovrebbe essere lo strumento principe nel programma ideale di un partito progressista: come le fai a fare le riforme se non fai pagare i più ricchi?

Che senso ha essere di sinistra se non ti poni il problema della redistribuzione della ricchezza in un mondo in cui 26 famiglie hanno più ricchezza di 3 miliardi di persone? Imporre tasse ai ricchi è l’unico modo per toglierle ai meno ricchi.

Invece i ricchi sono riusciti a far diventare egemone l’idea che sia giusto che non le paghi nessuno, così non sono costretti a pagarle nemmeno loro. Fantastico. Ed è sicuramente vero che gli italiani dopo l’era Monti sono diventati allergici all’idea delle tasse (perché ne hanno pagate troppe, e tutte sbagliate!), ma è vero anche che un diverso modo di far pagare le tasse è l’unica alternativa all’idea assurda di chi immagina che si possano non pagare le tasse.

In questi anni abbiamo imposto tasse piatte per tutti – ad esempio l’Iva e gli aumenti delle tariffe, le accise sulla benzina – mentre abbiamo abolito le tasse per i pochi che dovevano pagarle, ad esempio l’imposta sulla successione che, sopratutto sopra una soglia data, è l’imposta più giusta.

Nessuno infatti dovrebbe pagare nulla per una casa ereditata dai genitori (su cui le tasse si sono già pagate), ma nessuno dovrebbe ereditate senza tasse un patrimonio grazie a cui può vivere di rendita.

A chi dice in modo banale che questi discorsi fanno perdere voti bisognerebbe ricordare che un’era geologica fa l’Ulivo raggiunse il suo record elettorale proprio mentre Carlo Azeglio Ciampi chiedeva agli italiani la famigerata tassa sull’Europa. Quindi la domanda è mal posta.

Bisognerebbe dire: vuoi la garanzia dell’asilo per tuo figlio senza doverne pagare uno privato? Vuoi curarti e fare esami sanitari senza spese aggiuntive, evitando di andare in una clinica? Vuoi il diritto ad una scuola formativa senza essere costretto ad una università privata? Da domani bisognerebbe spiegare che la tassa non è una bestemmia, ma un costo che si paga per ottenere un servizio. A determinate condizioni può e deve essere addirittura un investimento conveniente.

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