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Nasce il Partito Gay: “Possiamo ambire al 15%”

Di Antonio Scali
Pubblicato il 20 Nov. 2020 alle 09:31
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Immagine di copertina

È nato ieri, 19 novembre, a Roma il Partito Gay, per sostenere i diritti Lgbt+. L’ideatore è Fabrizio Marrazzo, già fondatore di Gay Help Line e Gay Center. “Proprio in questo periodo di emergenza e pandemia riteniamo che noi Lgbt+ (lesbiche gay bisex e trans) non possiamo più delegare le nostre istanze a terzi e allo stesso tempo possiamo essere una forza propositiva per il Paese”, spiega Marrazzo.

Un partito “solidale, ambientalista e liberale” che ha già l’ambizione di partecipare alle prossime amministrative di primavera in vari Comuni, per poi presentarsi in Parlamento. “I sondaggi ci dicono che un partito come il nostro può ambire a percentuali che vanno dal 6% sino al 15%”, ha detto Marrazzo nella conferenza stampa di presentazione del nuovo partito.

Alla presentazione, oltre allo stesso Marrazzo, hanno preso parte Claudia Toscano, già attivista Agedo (Associazione genitori di omosessuali) e Vittorio Tarquini, giovane attivista trans. Svelato anche il simbolo con il nome del partito e un richiamo ai colori arcobaleno. “Vogliamo una società solidale, non intesa come assistenzialismo, ma come sostegno per ripartire. Ambientalista, perché ambiente, impresa e lavoro devono progredire insieme e non contrapposti. Liberale, perché chiunque deve ambire a poter raggiungere i propri traguardi”, ha aggiunto Marrazzo.

Il fondatore ha ricordato anche che “l’Onu ha affermato che la nostra comunità sarà tra quelle più colpite dalla crisi economica causata dal Covid, perché di fatto non abbiamo tutele idonee”, lamentando che le istanze della comunità Lgbt+ “sono da tempo inascoltate, come avvenuto anche di recente”. Nell’ultima manovra finanziaria – ha spiegato – sono stati definiti incentivi per l’assunzione di giovani e donne, ma nonostante le nostre richieste sono rimaste escluse le persone trans, che sono coloro che da sempre subiscono maggiori discriminazioni sul lavoro”.

“Nel famoso dpcm sui ‘congiunti’ – ha aggiunto Marrazzo – la nostra comunità restava esclusa, perché molti di noi spesso non hanno rapporti con parenti che li hanno rifiutati, e solo dopo le nostre proteste sono stati inseriti gli ‘affetti stabili’. La circolare ‘Padre e Madre’ di Salvini, che crea problemi ai figli delle famiglie Arcobaleno non è stata ancora abolita. La legge contro l’omostranfobia determina un trattamento differenziato per le persone Lgbt+ che se approvata definitivamente ci darà meno tutele rispetto a quelle che 30 anni fa sono state date per le comunità religiose e vittime di razzismo. Questi sono solo quattro esempi che vi ho riportato, ma ne potremmo fare a migliaia sui trattamenti differenziati che dobbiamo subire sulla nostra pelle, oltre alle discriminazioni. Per questo – ha concluso – con vari attivisti Lgbt+ vogliamo creare un nuovo soggetto politico, che rappresenti le nostre aspirazioni, le nostre idee e i nostri valori, per realizzare, un Paese moderno, inclusivo, solidale, ambientalista e liberale, insieme a chi Lgbt+ non è”.

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