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Home » Politica

Viktor Orban diserta l’incontro dei sovranisti di Salvini a Milano: mossa in chiave europee?

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Lunedì 8 aprile 2019, l’Hotel Gallia di Milano diventerà il luogo in cui il leader della Lega Matteo Salvini lancerà il programma dei sovranisti europei in vista delle elezioni del 26 maggio.

All’incontro, il vicepremier ha invitato tutte le forze sovraniste a lui più vicine, quelle che fanno parte del gruppo Europa delle Nazioni e della Libertà (Enf). Ma adesso Salvini deve fare i conti con alcune assenze, una delle quali sembra più che altro un vero e proprio rifiuto.

È il caso di Viktor Orban, il premier ungherese da sempre alleato di Salvini, che lo ha più volte indicato come un modello e con cui condivide le stesse posizioni contro i migranti e l’Unione europea. Orban, secondo quanto riferito da una fonte vicina al giornale Nepszava, non sarà dunque presente all’incontro dei partiti sovranisti. E il motivo non sembra un impegno dell’ultim’ora.

Secondo la stessa fonte, infatti, pare che il premier ungherese abbia deciso di non recarsi a Milano per cercare di risanare il proprio rapporto con il Partito popolare europeo, dal quale è stato recentemente sospeso. E infatti Orban non soltanto non andrà da Salvini, ma non invierà nel capoluogo lombardo nessun esponente del suo partito, Fidesz. 

Nei progetti del leader ungherese non c’è quindi spazio per l’adesione a un movimento che racchiuda tutti i sovranisti europei e il gruppo di Visegrad. C’è, anzi, tutto l’interesse a evitare l’espulsione dal Ppe, per farsi riammettere e – spiega ancora la fonte – cercare di spostare poi il Partito popolare europeo a destra nel post-elezioni.

Un’altra defezione al summit sovranista di Salvini – stavolta però concordata e dunque da non considerare preoccupante – è quella di Marine Le Pen, leader di Ressemblement Nacional: È impegnata nella campagna elettorale – ha detto infatti il portavoce del partito, Alain Vizier – e questo fine settimana sarà in Bretagna, mentre la settimana prossima ha in agenda altri appuntamenti in Francia”.

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