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Home » Politica

Il governo frena sull’obbligo vaccinale: Draghi non vuole rompere con Salvini per non perdere il Quirinale

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L’estensione del Green Pass alla Pubblica amministrazione, ai lavoratori che sono a contatto con il pubblico ma anche alle imprese. La linea del premier Draghi è ormai decisa ed in queste ore il governo sta mettendo a punto la tempistica. La volontà è di fare tutto con un unico dl per evitare possibili ricorsi. La cabina di regia non è stata ancora convocata ma potrebbe tenersi giovedì, nello stesso giorno del Consiglio dei ministri. Tutto quindi lascia presagire che si arrivi almeno all’allargamento del passaporto sanitario alla pubblica amministrazione e in quei luoghi di lavoro come bar e ristoranti dove i clienti sono già obbligati a mostrarlo.

Sembra scomparso dai radar invece l’obbligo vaccinale. Ufficialmente, dall’entourage della Presidenza del Consiglio fanno sapere che la posizione del premier non è cambiata affatto rispetto all’ormai famoso “doppio si” su Green Pass e obbligo vaccinale. In realtà, se sul Green Pass si sta andando avanti spediti, per quanto riguarda l’obbligo vaccinale a Palazzo Chigi ci sarebbe stata una frenata.

Ovviamente l’idea non è stata riposta nel cassetto però il premier sta attuando in questa fase la strategia del “wait and see”: prima di dire una parola definitiva Mario Draghi attenderà di vedere come andrà con l’estensione del Green Pass.

La deadline di Palazzo Chigi è fissata ad ottobre: se entro questa data non verrà raggiunga l’immunità di gregge allora (e soltanto allora) potrebbe scattare l’obbligo vaccinale per tutti i cittadini italiani.

Per il momento, dunque, Mario Draghi preferisce agire con prudenza e c’è anche una ragione politica che lo spinge a farlo: Matteo Salvini. A palazzo Chigi vogliono evitare di metterlo con le spalle al muro in un momento in cui è già indebolito di suo.

Il motivo? Lo spiega un parlamentare di lungo corso, uno di quelli abituati a fare la spola sull’asse palazzo Chigi-Quirinale: “Non vuole rompere con Salvini perché altrimenti anziché un governo di unità nazionale ci troveremmo di fronte ad un Conte III e poi Salvini è l’unico che finora lo sta sostenendo convintamente per la corsa al Colle”. Piaccia o no i destini del Quirinale sono intimamente connessi con i destini del governo.

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