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Il nuovo sindaco di Riace: “Sì ai migranti, ma in numero limitato”

Di Donato De Sena
Pubblicato il 30 Mag. 2019 alle 14:33 Aggiornato il 30 Mag. 2019 alle 14:34
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Immagine di copertina

Riace | Nuovo sindaco | Migranti

NUOVO SINDACO RIACE – “Sì ai migranti, ma in numero limitato”. È quanto spiega a pochi giorni dalla sua elezione alla carica di sindaco, il nuovo primo cittadino di Riace, il borgo della provincia di Reggio Calabria diventato famoso per il sistema di accoglienza degli stranieri, noto come modello di integrazione grazie alle opere di Mimmo Lucano (poi sospeso per un’inchiesta della procura di Locri). In un’intervista all’Agi Antonio Trifoli, vincitore alle urne a capo di una lista vicina anche alla Lega, ha dichiarato: “Il primo atto che ho trovato sulla mia scrivania, a meno di 24 ore dal mio insediamento, è la richiesta di restituzione, da parte del ministero, di oltre 3 milioni di euro per somme non rendicontate dal Comune di Riace per la gestione dei profughi”.

Riace | Il nuovo sindaco: “Sì ai migranti, ma numero limitato”

Il predecessore di Trifoli, Lucano, è stato rinviato a giudizio proprio per delle presunte irregolarità nella gestione dei fondi destinati all’assistenza dei migranti. “Noi – ha dichiarato ancora il nuovo sindaco di Riace parlando dei 3 milioni – questi soldi non ce li abbiamo, e ci costituiremo parte civile in un eventuale altro procedimento e queste somme le chiederemo a chi le ha spese senza rendicontarle. Abbiamo già un dissesto di 4 milioni di euro e non possiamo caricare sui cittadini anche questi soldi. Ripartiamo dalla normalità, dalle condizioni fatiscenti dell’edificio del municipio, abbandonato, e questo ci hanno chiesto i cittadini: la normalità, non una scenografia mediatica, come quella che si è vista in questi anni. Il vento qui è cambiato e da un venticello, siamo arrivati ad un tornado che ha cambiato tutto, ed è stata la gente che ha voluto tutto questo, perché due terzi del paese si sono ribellati alla gestione precedente”.

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Trifoli prende le distanze dal vecchio modello di accoglienza del vecchio sindaco. Lo definisce “autodistrutto”. “I migranti che sono rimasti qui – ha affermato parlando con l’Agi – ora sono pochi, non per colpa nostra, ma perché il modello Riace si è autodistrutto per le vicissitudini giudiziarie degli ultimi tempi e comunque noi accoglieremo ancora: la nostra sfida è quella di ripopolare Riace al di là del progetto Sprar, perché non possiamo permetterci che in un centro dove risiedono 1500 persone, 500 o 600 siano richiedenti asilo”. Dunque – ha continuato il primo cittadino di Riace – “il numero deve essere limitato, soprattutto nel borgo antico, anche nel rispetto degli stessi immigrati che devono integrarsi e che altrimenti non lo farebbero”.

Riace | Il nuovo sindaco: “Con Mimmo Lucano spero di avere un rapporto costruttivo”

Per Trifoli lo Sprar andrà avanti, “ma – è la sua promessa – faremo rispettare assolutamente la trasparenza e la legalità. Ci tengo, perché troppo è stato fatto finora con leggerezza. I migranti hanno causato anche qualche problema di ordine pubblico nella frazione marina di Riace, che i media hanno sempre trascurato, ma dove abbiamo preso una messe di voti  e io penso che, soprattutto nel borgo antico, un numero limitato di migranti sia un valore aggiunto, anche per la popolazione locale, che è una popolazione molto accogliente”.

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Il nuovo sindaco ha parlato anche del rapporto con Mimmo Lucano, che sarebbe stato “ottimo nei primi anni di collaborazione” e poi “cambiato”. “Quando è stata fondata l’associazione Città Futura, nel 1999, c’ero anche io con Lucano e in quel tempo si parlava però di altri progetti, di far rinascere Riace con la valorizzazione degli antichi mestieri, poi qualcosa è cambiato e ci siamo allontanati”, ha detto il nuovo sindaco, che spera di avere con il predecessore un rapporto “costruttivo”. “Ha fatto tanto per Riace, ha fatto in modo che fosse conosciuta nel mondo, ma purtroppo, quello che io definisco un delirio di onnipotenza lo ha portato a commettere degli errori”.

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