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La nuova ministra del Lavoro nel 2014 piangeva in Senato per il ddl Boschi: “Piango per i nostri figli”

Su Facebook i post di Nunzia Catalfo sulla riforma costituzionale del governo Renzi

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 4 Set. 2019 alle 19:47 Aggiornato il 4 Set. 2019 alle 20:15
Immagine di copertina

Nunzia Catalfo piangeva per il ddl Boschi nel governo Renzi

Nunzia Catalfo è la nuova ministra del Lavoro nel governo Pd-M5S.

Senatrice e presidente della Commissione lavoro del Senato, Nunzia Catalfo è la vestale del reddito di cittadinanza, nel senso che è colei che può rivendicare il deposito a prima firma (nel 2013) di un disegno di legge in materia.

Nata il 29 luglio 1967 a Catania e residente a Catania, la nuova ministra del Lavoro, che ricoprirà la carica in precedenza assegnata al collega Di Maio, è stata deputata della Camera anche durante il governo presieduto da Matteo Renzi.

Proprio durante quella esperienza di governo Nunzia Catalfo, portavoce M5S al Senato, era stata immortalata dal collega Sergio Puglia mentre piangeva durante la discussione sulle riforme istituzionali in Senato, ovvero il ddl Boschi.

“La nostra portavoce in Senato Nunzia Catalfo sa benissimo quello che sta per avvenire, e si dispera…. La distruzione della democrazia avanza con l’accondiscendenza dei media ed il silenzio degli ‘intellettuali'”, scriveva su Facebook il collega Sergio Puglia.

Catalfo si “disperava”, insomma, perché per i pentastellati la votazione del ddl Boschi significava un allontanamento dalla democrazia diretta in favore della rappresentanza, pur proponendo una riduzione dei Senatori alla camera alta.

Il ddl Boschi, approvato alla Camera in seconda lettura, è quello che avrebbe portato al referendum costituzionale di novembre 2016, dopo il quale Renzi si sarebbe dimesso per la vittoria dei “no”.

Nunzia Catalfo, dopo il pianto, scriveva sulla sua pagina Facebook: “Piango per i nostri figli“.

“Vedere quelle facce oggi …di nuovo… quelle facce e quelle mani che si apprestano a votare lo scempio della Costituzione, mi ha fatto piangere.Pensare a tutto ciò che avevano scritto e pensato i padri costituenti per fa sì che il nostro fosse un PAESE CIVILE E DEMOCRATICO, pensare che tutto questo adesso potrebbe essere cancellato con un colpo di spugna da persone che non so se hanno consapevolezza delle conseguenze a cui potrà portare un disegno di legge di riforma tale come è pensato dal Governo”, si legge nel post Facebook di luglio 2014.

“Pensare che tutto ciò possa avvenire giusto pigiando un bottone… così in un attimo …ecco questo mi mette tristezza!”, scriveva l’attuale ministra del Lavoro.

“Li guardo negli occhi ogni giorno questi onorevoli senatori…e non capisco… non capisco come possano accettare una cosa del genere… come si possano mettere al di sopra dei padri costituenti (che ben sapevano, quando hanno scritto la nostra costituzione, cosa dovevano combattere). Per questo piango, piango per i miei figli e i nostri figli a cui vogliono consegnare un NON FUTURO, piango perchè vedo un popolo asservito, piango perchè vedo dei rappresentati delle istituzioni senza alcuno spessore politico, piango perchè la nostra ITALIA si merita molto di più! MOLTO MOLTO MOLTO DI PIU’! Piango…ma non mi ARRENDO!”

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