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Tav, il Senato boccia la mozione M5S: approvate quelle delle opposizioni. L’ombra della crisi di governo

Il voto a Palazzo Madama spacca la maggioranza gialloverde. E ora?

Di Laura Melissari
Pubblicato il 7 Ago. 2019 alle 08:09 Aggiornato il 7 Ago. 2019 alle 17:18
Immagine di copertina

Tav, il Senato boccia la mozione M5S: l’ombra della crisi di governo

Il Senato ha votato le sei mozioni sulla Tav, bocciando quella del M5S contro l’Alta velocità Torino-Lione e approvando invece quelle a favore dell’opera presentate dalle opposizioni, da Pd, Forza Italia, Fratelli d’Italia e +Europa.

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La mozione del Partito Democratico ha ottenuto 180 voti, mentre quella di Fi 182, Fdi 181 e +Europa 181.

L’Aula di Palazzo Madama doveva esprimersi sul documento presentato dal Movimento Cinque Stelle, che chiedeva al parlamento di fermare i lavori dell’Alta velocità Torino-Lione, e sulle altre 5 mozioni (di cui 4 pro Tav). La Tav è sempre stata uno dei cavalli di battaglia del partito di Luigi Di Maio.

Tav, l’ombra della crisi di governo

Ma quale sarà l’effetto di questo voto sul governo? L’ombra della crisi si staglia all’orizzonte. Il voto ha spaccato la maggioranza Lega-M5S, che ha votato in maniera opposta le mozioni.

Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega in Senato sostiene che il voto del M5S apre una questione politica non indifferente. “Se fate parte del governo dovete essere a favore della Tav. Se votate no ci saranno conseguenze”, ha detto.

“Potremmo condividere la questione identitaria ma se fate parte del governo e il presidente del Consiglio ha detto sì dovete essere a favore della Tav, non ci sono alternative”, continua Romeo. “Su un tema così importante avere due partiti di maggioranza, uno che vota in un modo e l’altro in un altro, pone sul tavolo una questione politica chiara e evidente: chi vota no alla Tav si prenderà la responsabilità politica delle scelte che seguiranno nei prossimi giorni e mesi”.

Il M5S ha replicato a questa decisione, rendendo lo scontro tra i due alleati di governo sempre più aperto: “Abbiamo portato il Tav in Parlamento e sono venuti allo scoperto! Ma la cosa più ridicola è che la Lega li sostiene dopo che il Pd ha presentato una mozione di sfiducia su Salvini. L’inciucio è servito! Aprite gli occhi!”, ha scritto su Facebook il Movimento 5 stelle, commentando l’annuncio del capogruppo leghista del sì a favore di tutte le mozioni pro-Tav.

Intanto, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, entrambi a palazzo Madama, non si sono rivolti neanche un saluto.

Tav, scontro M5S-Lega

Una spaccatura così evidente nella maggioranza, come quella sulla Tav, non si era mai verificata. Secondo alcuni analisti la sopravvivenza del governo è una questione di pochi giorni, secondo altri si tratta invece dell’ennesimo braccio di ferro, che si concluderà con lo status quo. “Vedremo domani io tornerò a chiedere il voto degli italiani se dovessi avere la certezza che le strade di Lega e M5s sono ormai troppo diverse su temi come lavoro, energia, scuola”, ha dichiarato nelle scorse ore Salvini.

Intanto il M5s cerca di sfiammare i toni, sostenendo che la mozione è un atto che riguarda il Parlamento, e non ha a che fare con la tenuta del governo. Dello stesso parere anche Conte, che allontana l’ipotesi di una crisi dell’esecutivo: “Non è un giudizio sul governo o su di me”. Ma il ministro dell’Interno è pronto a portare la spaccatura in parlamento direttamente nell’esecutivo, e aprire un problema politico.

La diretta della seduta nell’Aula del Senato:

La mozione del Movimento Cinque Stelle

Il M5S ha presentato una mozione che dà mandato al Parlamento di bloccare la grande opera in Val Di Susa. La mozione ha anche un valore altamente simbolico per il M5s, accusato di essersi appiattito sull’agenda della Lega, da quando è al governo. M5s riprende così a cavalcare una delle sue battaglie storiche.

Le altre mozioni

Oltre a quella del M5s ci sono state altre 5 mozioni: una del Pd, favorevole all’opera, una di +Europa, anch’essa favorevole, e una di Leu, a firma del presidente del gruppo misto Loredana de Petris, contraria. E poi altre due mozioni di centrodestra, sempre a favore dell’opera, presentate da Fratelli d’Italia e Forza Italia.

La mozione del Pd era brevissima: “Il Senato impegna il Governo ad adottare tutte le iniziative necessarie per consentire la rapida realizzazione della nuova linea ferroviaria Tav Torino-Lione”, per far sì che venga votata tutta insieme e non per parti.

Le posizioni dei partiti di opposizione

“Siamo al teatro dell’assurdo. La presentazione di una mozione del M5s contro la Tav e contro la posizione del premier dimostra al Paese che questa maggioranza non esiste più. Vi sono umanamente vicino, colleghi M5S. Non è sufficiente sostituire il ministro Toninelli. Questo governo deve andare a casa. Il capitano è nudo: oggi la sua maggioranza non esiste più. Siamo a favore di quest’opera, ma il dato politico è indipendente”, ha detto il senatore Andrea Marcucci del Pd durante le dichiarazioni di voto sulla Tav.

Forti le parole di Matteo Renzi, che a proposito di una eventuale crisi di governo dice: “Il Pd non è determinante per la caduta del governo. Non lo è Renzi, non lo è Zingaretti. Lo sono Salvini, Conte e Di Maio. Ma Di Maio si sa… La decisione è nelle mani di Salvini che è un uomo senza coraggio ma potrebbe chiedere il voto perché a corto di soldi…”. Quanto al M55, “ormai sono pronti a votare tutto. Anche che Grillo non fa più ridere. Io quando arrivo in Senato ogni mattina penso: anche oggi avete ingoiato il vostro cucchiaino di merda?”.

Dure le critiche anche da parte di Forza Italia. “Le mozioni sulla Tav sono la resa dei conti finale fra M5S e Lega. A prescindere dall’esito delle votazioni, questa è la fotografia evidente di una maggioranza innaturale, divisa, dilaniata non su questioni di second’ordine non ma su temi cruciali per il Paese come quello delle infrastrutture. Dopo il mezzogiorno di fuoco al Senato, delle due forze politiche ne rimarrà in piedi soltanto una”, ha affermato la vicepresidente dei senatori di Forza Italia Licia Ronzulli.

Come hanno votato i partiti

Il Movimento Cinque stelle, che può contare su 58 senatori, ha votato a favore della sua mozione. Il centrodestra era unito invece per votare contro la mozione 5 Stelle e si è affidato ai 58 senatori della Lega, ai 61 di Forza Italia e ai 18 di Fratelli d’Italia.

L’incognita che grava sul voto era quella del Partito democratico, che al Senato conta su 51 seggi. Il dem Tommaso Cerno ha votato con il M5s. Il partito è apparso comunque diviso. L’ala renziana voleva partecipare al voto ed esprimere il suo no alla mozione. Zingaretti avrebbe preferito invece non votare. Anche il capogruppo in senato Andrea Marcucci aveva detto di voler votare la mozione. Carlo Calenda è stato il più netto nel sostenere la strategia opposta: “Se passa la mozione M5S contro la Tav potrebbe cadere il governo. Tutte le opposizioni devono far sì che i buffoni Salvini e Di Maio se la vedano da soli”, ha scritto.

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Se i parlamentari intenzionati a votare contro la Tav, Pd, Forza Italia e Fratelli d’Italia, fossero usciti dall’aula al momento del voto, la mozione M5S avrebbe avuto più voti della mozione della Lega, e di conseguenza la spaccatura interna alla maggioranza sarebbe stata evidente (e probabilmente insuperabile).

Già ieri, la presidente di Fdi Giorgia Meloni aveva fatto un mini-sondaggio a Palazzo sull’atteggiamento di Pd e FI sulle mozioni sulla Tav. E, l’epilogo del sondaggio era stato sostanzialmente uno: Dem e azzurri avrebbero votato le proprie mozioni (per il sì al Tav) e rispetto alla mozione del Movimento non sarebbero usciti dall’Aula, votando contro contro.

Leu si è schierata con il M5S, votando entrambe le mozioni contro la Tav.