Morte del piccolo Domenico, Fico sospende i trapianti pediatrici: “Emerso quadro più grave del previsto”
Il presidente della Regione Campania avvia una ispezione straordinaria all'Ospedale Monaldi di Napoli
Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, invia gli ispettori all’Ospedale Monaldi di Napoli, dove circa un mese fa è morto il piccolo Domenico Caliendo, il bambino di 2 anni a cui era stato impiantato per errore un cuore danneggiato. Il governatore ha anche sospeso tutti i trapianti cardiaci pediatrici finché non saranno accertate le “condizioni di sicurezza necessarie”.
“Dalle verifiche avviate sulla drammatica vicenda del piccolo Domenico è emerso un quadro estremamente preoccupante”, scrive Fico sui suoi canali social. “Per questo abbiamo deciso di intervenire con una prima serie di azioni chiare, responsabili e rigorose”.
“Abbiamo attivato il Servizio Ispettivo Sanitario regionale, per chiedere una verifica straordinaria sull’Azienda Ospedaliera dei Colli”, annuncia il presidente campano. “Il programma di trapianto cardiaco pediatrico potrà ripartire solo quando sarà accertata l’esistenza delle condizioni di sicurezza necessarie”.
“Il Centro Regionale Trapianti – spiega Fico – sarà collocato direttamente presso la Direzione Generale della Regione e sarà inoltre avviata una verifica complessiva dell’organizzazione dell’intera rete trapiantologica campana”. “Di fronte a una vicenda così grave – conclude il governatore – bisogna mettere in campo tutte le azioni possibili per garantire la massima tutela dei pazienti campani”.
In una nota della Regione Campania, si legge che l’ispezione straordinaria si avvarrà anche di professionalità esterne e dovrà verificare l’organizzazione e l’operato dell’azienda, per accertare “se le condizioni che hanno reso possibile il tragico evento fossero note o conoscibili e siano state poi adottate le misure necessarie più opportune”.
“Voglio ribadire la più sentita vicinanza alla famiglia del piccolo Domenico. Questa vicenda dolorosissima ha stravolto le loro vite e ha segnato una comunità intera. E ci impone di intervenire con la massima determinazione, serietà e senso di responsabilità affinché eventi del genere non abbiano più a ripetersi. Ringrazio infine anche il personale medico e paramedico che continua ad assicurare con spirito di servizio le cure dovute ai cittadini campani”, sottolinea Fico nel comunicato.
L’istruttoria condotta nelle scorse settimane dalla Direzione generale per la tutela della salute della Regione, si legge ancora nella nota, “ha accertato un quadro di criticità più grave di quanto inizialmente emerso: protocolli di trasporto e conservazione degli organi non aggiornati, mancato utilizzo di dispositivi di conservazione disponibili in azienda, formazione del personale inadeguata, un clima relazionale interno gravemente deteriorato e preesistente all’evento del 23 dicembre 2025, significativi ritardi nelle comunicazioni alle autorità sanitarie regionali e nazionali. L’insieme di questi elementi – è scritto nel comunicato – configura una problematicità organizzativa sistemica preesistente”.
Intanto, proseguono anche le indagini sul fronte giudiziario. La Procura di Napoli ha iscritto nel registro degli indagati sette persone (inclusi medici e professionisti sanitari) con l’ipotesi di reato di omicidio colposo.