Deputata del M5S posta foto alle Maldive. I grillini furiosi: “Pagaci i rimborsi”

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 29 Dic. 2019 alle 17:48 Aggiornato il 29 Dic. 2019 alle 17:52
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Immagine di copertina
Yana Chiara Ehm (M5s)

La portavoce del M5S posta foto dalle Maldive. I grillini furiosi: “Pagaci i rimborsi”

Tra i morosi del Movimento 5 Stelle che entro la fine di dicembre 2019 devono restituire parte del proprio stipendio guadagnato come parlamentari c’è anche la portavoce grillina Yana Chiara Ehm finita nel mirino delle critiche perché ha postato una foto alle Maldive sui social.

La deputata pentastellata è partita alla volta della località tropicale per il periodo natalizio. “Tanti auguri di Santo Stefano da Thoddoo”, scrive nella didascalia della foto che la ritrae su un’altalena in spiaggia. Ma su Yana Chiara Ehm sono piombate diverse critiche.

Il Blog delle Stelle ha richiamato, infatti, con una mail tutti i parlamentari inadempienti ai quali resta ancora qualche giorno per pagare. Il Movimento avverte che non si tratta solo di soldi, ma di “un impegno morale” e di “una vera obbligazione giuridica”. Il rischio per i morosi è la sanzione o l’espulsione. Tra questi figura proprio Yana Chiara Ehm.

La deputata Ehm ha risposto alle critiche sotto lo stesso post Facebook: “Dati gli svariati commenti sulla rendicontazione, fornisco con piacere le necessarie delucidazioni”, scrive.

Yana Chiara Ehm spiega di non avere ancora pagato “a causa di un problema tecnico”, che non le consente di “completare la rendicontazione del mese febbraio, dirimente per poter procedere a tutti i mesi successivi”.

“Ho sollecitato ed interloquito più volte con il webmaster in merito, abbiamo tentato svariate soluzioni, ma ancora il problema persiste. Spero che possa essere sbloccato al più presto, ho già preso prossimo appuntamento”, si giustifica la deputata del M5S.

deputata m5s maldive

Sulle restituzioni degli stipendi al M5s è intervenuto anche l’ex ministro Lorenzo Fioramonti, accusato di non aver versato 70mila euro: “Sulle restituzioni c’è il risentimento dei parlamenti e l’imbarazzo dei gruppi dirigenti: il sistema è gestito da una società il cui ruolo rimane a tutti poco chiaro”.

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