Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 09:30
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Politica

Caos nel M5s, 35 parlamentari pronti al no a Draghi: “Umiliati sulla lista dei ministri”

Immagine di copertina

Che il M5s fosse spaccato sul sostegno al Governo Draghi era stato già certificato dall’esito della votazione sulla piattaforma Rousseau: quel 40 per cento di no tra gli iscritti era il segno di una divisione interna destinata a lasciare numerosi strascichi. Dopo che ieri sera Draghi ha comunicato la lista dei ministri (qui tutti i nomi), il malumore dei malpancisti sarebbe esploso.

Secondo quanto riporta Emanuele Buzzi in un retroscena sul Corriere della Sera, sulle chat interne dei grillini ieri sera proliferavano messaggi di sdegno per le scelte fatte da Draghi. C’è chi parlava apertamente di una “umiliazione” per il Movimento, chi sosteneva che i pentastellati fossero stati “asfaltati”.

Il motivo principale ha a che fare con i rapporti di forza tra i partiti: sebbene il Movimento Cinque Stelle abbia la maggioranza relativa in parlamento, da Draghi ha ricevuto solo un ministero in più rispetto alle altre forze politiche. Inoltre, lamentano i dissidenti, si tratta in certi casi di ministeri di scarso peso, come quelli attribuiti a D’Incà e Dadone.

Secondo quanto riporta il Corriere, ci sarebbe già una fronda composta da 25 deputati e 11 senatori, che organizzeranno una riunione online per valutare il no in parlamento a Draghi, a partire dal voto di fiducia previsto per martedì. Di sicuro, nei prossimi giorni, potrebbero registrarsi le prime uscite dal Movimento, con almeno 2 senatori e 8 deputati pronti a lasciare.

Il fronte del no a Draghi vede come riferimento Alessandro Di Battista, che ha già lasciato il Movimento, ma anche big interni come Danilo Toninelli e Barbara Lezzi. Nelle prossime ore potrebbero registrarsi già forti scossoni.

Leggi anche: 1. Da Dell’Utri a Bontate: il curriculum di Berlusconi ci impone di dire No al nuovo governo (di A. Di Battista) /2. Torna a casa Lassie, torna a casa Renzi: ecco su cosa si combatterà la sfida del prossimo anno nel Pd / 3. Nadia Urbinati a TPI: “La reputazione di Draghi è un passaporto, ma in Parlamento non basterà” /4. La mossa di Grillo: sì a Draghi in cambio del ministero ecologico (e con Conte leader 5s)

 

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Caso Minetti, la procura di Milano: "Fatti gravissimi, verifiche con l'Interpol"
Politica / La Camera approva il Decreto Sicurezza: la destra intona l’inno di Mameli e le opposizioni si uniscono
Politica / “Dieci proposte di noi giovani per tornare al voto”
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Caso Minetti, la procura di Milano: "Fatti gravissimi, verifiche con l'Interpol"
Politica / La Camera approva il Decreto Sicurezza: la destra intona l’inno di Mameli e le opposizioni si uniscono
Politica / “Dieci proposte di noi giovani per tornare al voto”
Opinioni / A un anno dalle elezioni, Giorgia Meloni si scopre fragile
Politica / Il rebus sul gas russo e il peso degli industriali: le insidie del Governo
Politica / Jan-Werner Müller a TPI: “Agli elettori europei non piacciono i leader vicini a Trump”
Politica / Provenzano a TPI: “Ora è il momento di unirsi per battere la destra”
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Politica / L’Unione europea finalizza il prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina
Politica / Gli eredi di Enrico Mattei contro il governo di Giorgia Meloni