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Il M5S contro “La Bestia” di Salvini: “Sponsorizza campagne d’odio rivolte ai minorenni”. Parte l’interrogazione

Oltre 150mila euro sono i soldi spesi in post sponsorizzati dall'ex vicepremier leghista e dalla sua "macchina del consenso" social. Inserzioni che si rivolgono a un pubblico vasto e che arrivano anche ai minorenni. A puntare il dito contro il particolare inquietante il sottosegretario all’Istruzione Lucia Azzolina (M5S)

Di Fabio Salamida
Pubblicato il 1 Nov. 2019 alle 17:14 Aggiornato il 4 Nov. 2019 alle 14:38
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Immagine di copertina

La Bestia è affamata e ora cerca nuove prede. Nelle ore in cui trapelano indiscrezioni sull’audizione di Giuseppe Conte al Copasir del 23 ottobre scorso, in cui il premier avrebbe parlato di “campagne di ingerenza e disinformazione nelle dinamiche politiche del nostro Paese” condotte dalla Russia di Putin, un nuovo servizio di Report torna sulla macchina social di Matteo Salvini, la famigerata “Bestia”, mostrando i tanti soldi spesi nell’ultimo anno in post sponsorizzati (140mila euro nel giorno cui viene mandato in onda il servizio) dall’ex Ministro dell’Interno.

Inserzioni che si rivolgono a un pubblico vasto e che – a differenza di quelle di tutti gli altri politici – arrivano anche ai minorenni. A puntare il dito contro il particolare inquietante il sottosegretario all’Istruzione Lucia Azzolina (M5S), che in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook mostra un estratto della trasmissione in cui viene presentato un post sponsorizzato dal titolo “Occhio alle tasse del golosastro” rivolto principalmente a un pubblico di una fascia d’età compresa tra i 13 e i 17 anni. Il post parla della possibilità che il Governo introduca in finanziaria la “sugar tax”, proposta al popolino come “tassa sulle merendine”.

E ancora: un altro post passato al setaccio dalla trasmissione televisiva, è stato promosso dal capo del Carroccio con 50mila euro di sponsorizzazione e uno dei target – anche in questo caso – erano i minorenni dai 13 ai 17 anni. Insomma, ormai saturato il pubblico dei 50-60enni aspiranti Rambo che gridano “prima gli italiani” senza saper scrivere in italiano e quello delle simpatiche nonnine che, tra una crostata alle mele e una foto di teneri gattini, augurano a dei bambini del Gambia o del Senegal di diventare cibo per pesci, lo staff della comunicazione di Salvini punta dritto sui nipoti, per indottrinare gli elettori di domani a colpi di odio.

“Come mai la Lega prima chiede di restituire in parecchi anni i 49 milioni di euro perché non ha soldi e poi può permettersi di investire 50mila euro in un unico post?” se lo chiede Lucia Azzolina, raggiunta telefonicamente da TPI, che aggiunge: “In questi giorni Internet ha compiuto cinquant’anni, speriamo che continui ad essere anche nei prossimi cinquanta quello che ci ha permesso di diventare persone libere e creative, non un posto in cui accadono fatti gravi come quelli raccontati da Report“.

A seguito della denuncia del sottosegretario, è partita anche un’interrogazione parlamentare firmata dai deputati M5S Vittoria Casa e Paolo Lattanzio, capogruppo in Commissione Istruzione. Si chiederanno azioni da parte del Governo per contrastare fenomeni di hate speech e istigazione all’odio attraverso i social network.

Nel frattempo, “La Bestia” è stata nutrita con altri 15mila euro di inserzioni solo nell’ultima settimana, tanti soldi investiti in una comunicazione aggressiva che non risparmia i giovanissimi. Una comunicazione che passa sui canali ufficiali (la pagina del leader, quella della Lega e quelle degli eletti) ma anche su gruppi e pagine di sostegno “unofficial” che a loro volta sponsorizzano alcuni contenuti. Insomma, centinaia di migliaia di euro l’anno per una perenne propaganda rivolta a un pubblico dai 13 anni in su. Già, davvero niente male per un partito che ha dovuto rateizzare la restituzione di 49 milioni di euro in ottant’anni di comode rate.

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