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Manovra 2020, confermate plastic tax e sugar tax

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Credit foto: Ansa

La decisione nel corso del vertice di maggioranza a Palazzo Chigi sulla legge di Bilancio. Domani un'ultima riunione

Manovra 2020, confermate plastic tax e sugar tax

Nella manovra 2020 ci saranno plastic tax e sugar tax. È quanto si apprende a pochi minuti dalla conclusione del vertice di maggioranza sulla legge di Bilancio che si è tenuto oggi pomeriggio, martedì 29 ottobre, a Palazzo Chigi. Nel corso della riunione è stato confermato il via alla tassa sulla plastica e su prodotti zuccherati, mentre è stato fermato l’aumento della cedolare secca, hanno riferito fonti del governo.

Il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi

Il vertice di maggioranza sulla manovra economica presieduto dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è durato circa due ore. La riunione è stata convocata per concordare gli ultimi dettagli riguardanti il disegno di legge di Bilancio 2020. C’è stata intesa politica per confermare tutte le misure di sostegno alla modernizzazione del Paese, per la digitalizzazione e la svolta green, per il sostegno alle famiglie e per il welfare, per il rafforzamento della crescita delle imprese, per il sostegno gli investimenti e semplificare la fiscalità degli enti locali.

Nella legge di bilancio, è stato stabilito, ci saranno anche 140 milioni in più per finanziare Industria 4.0. In particolare in tre anni saranno 420 i milioni in più.

Cedolare secca ferma al 10 per cento

Fonti di Palazzo Chigi hanno riferito che la cedolare secca sugli affitti a canone concordato, oggi al 10 per cento, era previsto che salisse al 15 per cento, poi in una prima bozza di manovra era stata portata al 12,5 per cento ed oggi si è fatto uno sforzo per tenerla al 10 per cento e rendere l’aliquota permanente. “C’è stata la forte volontà di tutte le forze politiche di non aumentare le tasse sulla casa”, ha aggiunto la fonte.

Il senatore Franco Mirabelli, vice presidente dei senatori del Pd, ha commentato: “Molto bene la scelta del governo di lasciare la cedolare secca al 10 per cento nella manovra 2020. Così si incentivano gli affitti a canone concordato e si fa emergere il nero. Un governo che ascolta le parti sociali e corregge gli errori è un buon governo”.

Per finanziare la stabilizzazione al 10 per cento della cedolare secca sugli affitti a canone concordato il governo starebbe anche valutando l’ipotesi di ripescare il rialzo dal 12 per cento al 15 per cento del prelievo sulle vincite oltre i 500 euro, che saliva al 25 per cento sopra il milione. Si tratta di un rialzo, una tassa sulla fortuna, che era comparso nelle prime bozze del decreto fiscale e che era stato poi sostituito dall’intervento sul Preu. La vecchia norma valeva circa 96 milioni a regime, circa la metà il primo anno.

Il canone è concordato quando non viene concordato tra proprietario di un immobile e inquilino ma determinato sulla base di accordi territoriali tra le associazioni di proprietari e inquilini.

Flat tax fino a 65mila euro senza vincoli

In queste ore si parla anche di flat tax fino a 65mila euro senza vincoli. “Siamo a lavoro per individuare i 100 milioni necessari per confermare il regime agevolato per le partite Iva fino a 65.000 euro, eliminando tutti i vincoli. La maggioranza ha condiviso questa sollecitazione del Movimento 5 Stelle”, ha detto la viceministro dell’Economia Laura Castelli.

Castelli ha anche riferito che non ci sarà nessun aumento di tasse sulle sigarette elettroniche.

In manovra ci saranno poi 600 milioni aggiuntivi per le misure per la famiglia.

Domani ultima riunione per la manovra 2020

Domani, mercoledì 30 ottobre, è in programma, alle ore 15,30, sempre a Palazzo Chigi, un ultimo vertice per chiudere il testo della manovra 2020. Nelle prossime ore verranno definiti gli ultimi dettagli del ddl di Bilancio e verrà concordato l’invio del testo in Parlamento.

Dopo il via libera del governo al disegno di legge che contiene la manovra possono arrivare dall’Ue delle bocciature immediate, o lettere di richiamo. In ogni caso entro la fine di novembre Bruxelles deve pubblicare il suo giudizio, indicando l’eventuale necessità correggere l’impostazione della manovra. L’approvazione definitiva in Parlamento della legge di Bilancio arriva entro il 31 dicembre.

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