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Come funziona la Bestia, la macchina social di Salvini da 4 milioni di follower

Di Donato De Sena
Pubblicato il 21 Ott. 2019 alle 13:42
Immagine di copertina
Il leader della Lega Matteo Salvini

Come funziona la Bestia, la macchina social di Salvini

Come funziona la Bestia, la potente e misteriosa macchina social che rappresenta certamente uno dei principali fattori di successo di Matteo Salvini e della Lega? Una risposta a questa domanda viene fornita da un’inchiesta del Corriere della Sera pubblicata oggi e firmata da Milena Gabanelli e Simona Ravizza: un’attenta descrizione realizzata anche analizzando i documenti rilasciati da Luca Morisi, il consulente d’immagine del leader del Carroccio, in occasione di una lezione ad aspiranti spin doctor, tenuta a Torino.

La Bestia, che funziona grazie a 35 esperti digitali incaricati di coprire per 24 ore la vita pubblica e privata di Salvini, ha spinto la Lega al 34 per cento dei consensi delle Elezioni Europee dello scorso 26 maggio al ritmo di 17 post al giorno, e conquistando oltre 60 milioni di interazioni e 5 milioni di ore di video visualizzati. Ma ha continuato a favorire l’ascesa del partito anche dopo il voto. Oggi i follower su Facebook sono più di 3,8 milioni, 1,8 su Instagram e 1,2 su Twitter.

Le interazioni

Sulle pagine social dell’ex vicepremier, come è noto, finisce un po’ di tutto. Dalla foto con pane e nutella all’abbraccio con la figlia, dall’attacco agli avversari ai sondaggi e alle immagini delle partecipazioni alle trasmissioni tv. Il meccanismo per aumentare il numero di fan, spiega il Corriere della Sera, è come un gioco degli specchi. Assume rilevanza la sigla T-R-T, che sta per televisione, rete, territorio. Si tratta di tre ambiti che vengono messi continuamente e sistematicamente in comunicazione.

L’attesa degli interventi in tv di Salvini viene trainata da ripetuti annunci su Facebook, poi durante il programma televisivo si estrapolano immagini chiave da divulgare, tweet con messaggi ritenuti fondamentali per la campagna leghista. Quando vengono pubblicati gli interventi del segretario compare quasi sempre un invito ai follower ad esprimere la propria opinione. Un trucco per creare engagement. Lo stesso viene fatto nel corso dei comizi. Vengono lanciati perfino concorsi per migliorare la portata dei post. Siccome l’algoritmo di Facebook premia la tempestività delle reazioni ai contenuti pubblicati, giochi come il “Vinci Salvini”, che premiano gli utenti che per primi mettono un like, contribuiscono a far impennare la visibilità.

Le campagne

Altro aspetto fondamentale per la conquista dei fan sono le campagne e gli hashtag collegati come #finitalapacchia, #primagliitaliani e #portichiusi. Le frasi su temi divisivi aiutano ad aumentare le interazioni, a scatenare commenti. A funzionare di più sono il coinvolgimento degli utenti con le domande, gli slogan motivazionali e gli attacchi agli avversari. Intanto un software individua l’argomento più diffuso della Rete, che aiuta ad individuare il canale migliore di discussione.

Talvolta Salvini e la Lega stanno attenti anche a cambiare idea, grazie alle indicazioni della macchina social. Il caso citato dal Corriere della Sera è quello di Mahmood. Il leader del Carroccio si era schierato contro la vittoria del cantante a Sanremo, salvo poi fare marcia indietro e postare messaggi di apprezzamento.

Un ruolo lo hanno anche i sondaggi, come la rilevazione commissionata dalla Lega alla società demoscopica Swg sulla percezione degli italiani di una possibile minaccia Naziskin. Due terzi degli intervistati ha detto di non considerarli un pericolo, così il partito di Salvini si è schierato a favore di Casapound.

La condivisione

Il messaggio salviniano viene diffuso, almeno in una prima fase, con una propagazione organizzata. Ci sono dei ripetitori digitali, almeno 800 o mille fedelissimi di Salvini, che ricevono dei link in chat su Whatsapp e immediatamente li condividono sulla propria pagina Facebook e li rilanciano in altre chat. Il contenuto viene ricondiviso anche su diverse pagine pubbliche. Si tenta così di diffondere il contenuto a macchia d’olio, o comunque a lanciarlo con forza. Vengono vietati i commenti su argomenti scomodi, come quelli contrassegnati da hashtag #49milioni e #siri.

I soldi

Per far funzionare la Bestia ovviamente occorrono tanti soldi. Il Corriere indica 137 mila euro spesi in pubblicità su Facebook in circa 7 mesi, da marzo ad oggi. Morisi nel corso dell’esperienza di Salvini da Ministro dell’Interno ha avuto un contratto da 65mila euro con il Viminale. Qualche altro consulente ha ottenuto un compenso maggiore.

I fan vengono anche profilati, allo scopo di inviare messaggi mirati. In occasione della manifestazione in piazza a Roma del 19 ottobre Salvini, ricostruisce il Corriere della Sera, ha invitato i fan a inviare dati personali per ricevere informazioni per pullman e treni.

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