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Scontro Conte-Grillo, l’ex premier accetta l’invito dei deputati: “Pronto a mostrare lo statuto”

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“Se ho un invito volentieri. Ci mancherebbe, sono sempre a disposizione dei parlamentari”: così uscendo dalla sua abitazione Giuseppe Conte risponde a chi gli chiede se presenterà lo statuto M5s ai parlamentari.

Intanto non c’è ancora aria di preparativi per un voto su Rousseu che porti alla scelta di quel Comitato direttivo di M5s che manderebbe in soffitta la figura del capo politico. E così a 24 ore dall’aut aut di Beppe Grillo a Vito Crimi non si sono registrate intenzioni di seguire le indicazioni del Garante.

Anzi, nel pomeriggio Vito Crimi ha risposto all’ultimatum lanciato da Beppe Grillo che ha chiesto di poter procedere alla votazione del direttorio a 5, l’ultimo atto di detronizzazione del candidato Conte alla leadership del Movimento. A sorpresa il reggente ha però annunciato a Grillo che la votazione potrà avvenire ma non su Rousseau, come chiesto dal garante, ma su Sky Vote, la piattaforma di voto che aveva scelto Giuseppe Conte dopo la migrazione dei dati degli iscritti dal sito dell’associazione di Davide Casaleggio.

La decisione arriva dopo che un gruppo di eletti 5 Stelle “ortodossi”, tra cui figura la consigliera regionale laziale Francesca De Vito, il consigliere napoletano ed ex candidato sindaco Matteo Brambilla e la ex probivira Raffaella Andreola, aveva diffidato il Comitato di garanzia, il suo presidente e i suoi membri, “a porre in essere quanto necessario per procedere” alla votazione su Rousseau. Riservandosi anche di “adire le competenti sedi giudiziarie, anche in via risarcitoria, per lesione dei diritti associativi e politici dei sottoscritti, in caso di inottemperanza”. Un nuovo pasticcio che lascia intuire una guerra a suon di carte bollate che potrebbe protrarre ulteriormente lo stallo ormai infinito.

Intanto, Conte ha avuto un colloquio di circa un’ora con Luigi Di Maio che, a sua volta, ha anche avuto modo di parlare con il presidente della Camera, Roberto Fico, ma praticamente nulla è filtrato dalla galassia pentastellata oltre alle parole di Conte all’uscita di casa sua. L’orizzonte più probabile è dunque quello di altre 24-48 ore di tempo per arrivare a soluzione.

Lo spettro di una scissione aleggia ancora. “Noi abbiamo spinto tutti per un accordo tra Grillo e Conte, e ieri in assemblea si è ribadito che si vuole perseguire ancora questa volontà” è l’appello rinnovato dal deputato M5s Luigi Gallo: “Abbiamo chiesto di incontrarli insieme con tutti i gruppi parlamentari, ma anche di poter visionare lo Statuto e la Carta di valori per discuterne insieme – aggiunge – in questo momento noi non conosciamo ancora i motivi del conflitto reale ed è chiaro a tutti che possiamo affrontare seriamente il discorso solo leggendo lo statuto. Non è ipotizzabile leggere lo statuto il giorno stesso in cui si porta in votazione senza poter indicare alcuna modifica. Usciamo dallo scontro ed entriamo nella dinamica del confronto per poter rinnovare il Movimento 5 stelle per il bene del Paese. Io credo che Grillo e Conte siano tutti e due indispensabili ed e’ per questo che va chiesto a entrambi senso di responsabilità verso la comunità del Movimento 5 stelle e verso il Paese”, ha concluso. Dando voce alle perplessità sullo statuto dei pentastellati che l’ex premier ha messo a tacere con l’apertura ad una presentazione della bozza.

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