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La Lombardia arranca ancora sui vaccini antinfluenzali. E ora Fontana apre al rimpasto in Regione

Mentre tutta Italia guarda ai vaccini contro il Covid-19, il Pd lombardo punta il dito su quelli antinfluenzali: "Il tempo sta scadendo e solo la metà degli Over 65 lo ha ricevuto" e Fontana pensa al rimpasto

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 31 Dic. 2020 alle 11:50
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Immagine di copertina

Attilio Fontana apre al rimpasto di giunta del quale si parla ormai da mesi. “Se ci potranno essere condizioni per migliorare la squadra, verranno sicuramente prese in considerazione”, con questa dichiarazione al Tgr Lombardia il Presidente della Regione riaccende il dibattito su un tema che inevitabilmente si intreccia con quello sanitario.

Mentre tutti parlano del vaccino per il Covid-19, non si può certo dimenticare quello per l’influenza, la cui importanza in questo 2020 così critico è maggiore proprio per consentire ai medici di fare più facilmente una diagnosi differenziale, visto che i sintomi del malanno stagionale sono molto simili a quelli causati dal Coronavirus.

Dopo le aspre polemiche politiche sulle gare per acquisire le dosi, al momento è stata vaccinata solo la metà degli Over 65 lombardi. Rispetto al 2019 non c’è quindi stato lo scatto in avanti che si era messo in conto per raggiungere la copertura del 75%. C’è ancora del tempo, ma secondo il consigliere lombardo del Pd Samuele Astuti “il fallimento della campagna vaccinale è purtroppo confermato dai numeri. Siamo arrivati alla scadenza che ci è sempre stata indicata e i dati sono impietosi”.

“La quota di over 65 protetti è addirittura inferiore a quella dell’anno scorso senza l’emergenza Covid (49,9 per cento) e molto più bassa dell’obiettivo. Questo non per la cattiva volontà delle persone ma per la grande disorganizzazione. L’assessorato non pensi di scaricare la responsabilità sui medici di famiglia se ha consegnato tardi le dosi”, conclude il Capogruppo Dem in Commissione Sanità.

Si torna quindi a ipotizzare l’avvicendamento di Giulio Gallera alla guida politica del Welfare, anche se molti addetti ai lavori parlano della necessità di cambiamenti strutturali sul versante organizzativo, mentre il mero cambio di assessore non solo non sarebbe esaustivo, ma potrebbe persino distogliere l’attenzione dalle problematiche più profonde.

E le polemiche non si limitano alla Sanità. Sul fronte dei trasporti, altrettanto delicato, il Consigliere del Pd Pietro Bussolati attacca frontalmente Trenord: “Con la scusa della nevicata, Trenord non perde occasione di tagliere le corse. E la Regione ancora una volta è assente”.

A seguito delle proteste dei pendolari dell’Alto Milanese per la riduzione delle corse, l’esponente della segreteria nazionale di Zingaretti aggiunge: “È comprensibile che l’abbondante nevicata di due giorni fa abbia comportato difficoltà all’azienda, ma sorge il dubbio che si voglia deliberatamente cogliere ogni occasione per un taglio dei servizi a danno dei pendolari, riducendo con ogni scusa un servizio ormai di fatto inesistente. Il taglio dei mezzi al 50% anche nei giorni successivi alla nevicata e la cancellazione e la riduzione dei convogli (meno carrozze disponibili rispetto alle promesse) hanno causato gravi problemi di distanziamento, con un rischio di focolai e contagi. La Regione come sempre è assente nel prospettare una visione e Trenord sembra avere il solo intento di ridurre il servizio. A farne le spese come sempre in Lombardia sono i pendolari”.

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