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Libia, la graphic novel di Francesca Mannocchi e Gianluca Costantini

In libreria dal 29 ottobre grazie a Mondadori, la questione libica illustrata dalla matita di Costantini

Di Cristina Migliaccio
Pubblicato il 27 Nov. 2019 alle 12:50
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Immagine di copertina

Libia, il libro di Francesca Mannocchi e Gianluca Costantini

Lei è una giornalista d’inchiesta, lui un attivista per i diritti umani: Francesca Mannocchi e Gianluca Costantini hanno unito i loro talenti per realizzare Libia, un volume portato in libreria da Mondadori dal 29 ottobre.

Le parole di Francesca Mannocchi e i disegni di Gianluca Costantini ci affidano una storia terribile che interroga la nostra stessa coscienza. E tuttavia, fra queste pagine dimora ancora la speranza.

Libia, il volume illustrato di Mannocchi e Costantini

Da circa un decennio la questione libica divide profondamente l’opinione pubblica italiana. Da un lato chi è stato favorevole all’intervento armato nel 2011, dall’altro i contrari. Da un lato – soprattutto – chi pensa che il flusso dei migranti verso le nostre coste vada fermato con ogni mezzo, e che i centri di detenzione “legali” e illegali in Libia siano una soluzione, dall’altro chi ritiene che i migranti imprigionati in Libia abbiano il diritto di fuggire ed essere salvati da trafficanti e sfruttatori.

Bianco o nero; pieno o vuoto; tutto o niente. Ma come sempre la realtà è più complessa. Occorre conoscerla.

Un’anteprima del volume Libia, Mondadori.

Questo volume dà notizia di una Libia diversa da quella dei telegiornali e dei post sui social. È la Libia dei libici, la Libia delle code fuori dalle banche per procurarsi una moneta che non ha più valore. La Libia dei ragazzi che hanno combattuto il regime di Gheddafi e ora lo rimpiangono perché almeno, “quando c’era lui”, si sentivano sicuri; e non mancavano soldi, corrente elettrica, benzina. La Libia delle madri ferme alla finestra in attesa di figli che non torneranno.

La Libia degli anziani che hanno attraversato decenni di dittatura e si guardano sempre le spalle. La Libia della gente comune che subisce ogni giorno ricatti dei militari, abusi, rapimenti, e vive perennemente nel terrore.

Libia, chi sono le penne dietro il volume edito Mondadori: la graphic novel

Francesca Mannocchi, giornalista d’inchiesta, ha lavorato in Libia, Tunisia, Libano, Iraq, Siria e Egitto, dedicandosi alle questioni dei migranti e alle zone di guerra. Ha scritto per diverse testate come L’Espresso e ha pubblicato “Se chiudo gli occhi… La guerra in Siria nella voce dei bambini” nel 2018, “Porti ciascuno la sua colpa” e “Io vendo uomini e sono innocente” nel 2019.

Gianluca Costantini invece ha messo il suo talento grafico al servizio di importanti cause umanitarie, collaborando tra gli altri con ActionAid, Amnesty, Cesvi, ARCI ed Emergency. Censurato dal governo turco, ha pubblicato le sue storie su importanti testate italiane, francesi, statunitensi e turche. I suoi disegni hanno accompagnato prestigiose manifestazioni come l’HRW Film Festival di Londra, il FIFDH Human Rights Festival di Ginevra, il Festival dei Diritti Umani di Milano e il Festival Internazionale a Ferrara.

Ha vinto numerosi premi per la sua opera artistica e umanitaria, tra cui il premio Arte e diritti umani di Amnesty International. Nel 2017 è stato candidato agli European Citizenship Awards.

Libia è l’unione del loro talento, una graphic novel pubblicata da Mondadori.

ESCLUSIVO TPI: “Senza cibo né acqua, pestati a sangue dai soldati”: la guerra in Libia vista dai migranti rinchiusi nei centri di detenzione

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