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Slitta la legge sull’omotransfobia: colpa del Covid

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 18 Ott. 2020 alle 15:55 Aggiornato il 18 Ott. 2020 alle 16:00
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Covid, slitta legge sull’omofobia dopo gli ultimi contagi in Parlamento

Il voto in Aula della legge sull’omofobia è stato rinviato su richiesta dei partiti di opposizione dopo i recenti casi di Covid tra i deputati, che hanno portato il numero totale dei contagi a Montecitorio a quota 18. Il presidente della Camera Roberto Fico ha dunque accolto la richiesta di sospendere la votazione del provvedimento più importante in esame, nel giorno in cui migliaia di cittadini e associazioni hanno manifestato in 57 piazze italiane a favore della legge promossa dal dem Alessandro Zan. “In virtù delle positività e delle quarantene che riguardano i gruppi di opposizione, ci sarà lo slittamento del ddl Zan. Il provvedimento sarà esaminato la settimana seguente. Nei prossimi giorni però l’attività della Camera continuerà: in aula con le discussioni generali, le interrogazioni e le interpellanze, e nelle commissioni parlamentari. È confermata anche la riunione della Giunta per il regolamento”, ha dichiarato Fico, specificando che a essere sospese saranno le votazioni di tutti i provvedimenti previste per la settimana, non solo della legge Zan, e che continueranno invece le altre attività consultive in programma.

Gli ultimi deputati risultati positivi al Covid sono stati cinque esponenti del centrodestra, Maurizio Lupo e Alessandra Ermellino del gruppo Misto, tre capigruppo (Crippa del M5S, Lollobrigida di Fradelli d’Italia e Gelmini di Forza Italia), i deputati di Forza Italia Diego Sozzani e Federica Zanella e il leghista Eugenio Zoffili. Marco Osnato, di FdI, si trova invece in quarantena fiduciaria. Ma tra i sostenitori della legge contro l’omotransfobia vi è il sospetto che i partiti di opposizione, i quali hanno anche respinto la proposta di autorizzare il voto online, abbiano usato il presunto nuovo focolaio alla Camera per sabotare la legge. Il capogruppo del Partito democratico, Graziano Delrio, aveva sostenuto che “se i gruppi di opposizione in ragione delle assenze legate al coronavirus chiedono di sospendere i lavori d’Aula per una settimana”, nessuno si sarebbe opposto, aggiungendo però di non poter accettare “un rinvio ad hoc, sulla proposta di legge Zan, una legge che la destra vuole fermare”.

“La legge Zan contro omofobia e misoginia non si deve fermare. Faremo di tutto per approvarla”, ha dichiarato invece subito dopo l’annuncio di Fico il segretario dem Nicola Zingaretti. La responsabile del Pd per i diritti Monica Cirinnà ha aggiunto: “Mi auguro che la proposta di legge contro l’omofobia resti tra le priorità. Se così non fosse avrebbero vinto nuovamente i ‘benaltristi’, una della delle peggiori categorie della politica italiana”. Intanto, a margine delle manifestazioni per la legge contro l’omofobia – in cui sono emerse anche le istanze delle associazioni che chiedono al Parlamento scelte più radicali – Arcigay ha avvertito in una nota che “l’avvio della discussione alla Camera deve proiettare i legislatori nella dimensione della responsabilità di esplorare tutte le possibilità di miglioramento del testo licenziato dalla commissione Giustizia e che ancora contiene ombre che rischiano di fiaccarne l’efficacia”.

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