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Laura Boldrini a TPI: “Feltri mi ha detto, se non togli il riferimento a mio padre Vittorio non ti pubblico il pezzo”

Di Giulia Marrazzo
Pubblicato il 26 Nov. 2020 alle 20:15 Aggiornato il 26 Nov. 2020 alle 20:36
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Immagine di copertina

“Cosa mi ha detto Mattia Feltri? ‘Se lei non toglie il riferimento a mio padre io non pubblico il suo pezzo. Mi creerebbe problemi famigliari’…”. A dirlo a TPI è l’esponente Pd Laura Boldrini che racconta l’episodio ‘increscioso’ avuto ieri proprio con il direttore dell’Huffington Post che ha deciso di bloccare l’articolo della deputata Dem perché citava, in un passaggio, Feltri ‘padre’.

Su Facebook Boldrini oggi aveva già denunciato l’accaduto: “Avevo scritto un intervento per il blog dell’Huffington Post in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne. Il direttore di Huffington Post, Mattia Feltri, ieri non ne ha autorizzato la pubblicazione. Sapete perché? Perché chiamavo in causa Vittorio Feltri, suo padre, che martedì firmava un articolo su Libero dal titolo: ‘La ragazza stuprata da Genovese è stata ingenua’, di fatto attribuendo, come avviene troppo spesso, anche alla ragazza la colpa dello stupro. Dunque un direttore di una testata giornalistica sceglie di non pubblicare un intervento per via dei suoi rapporti familiari. Ma è accettabile una cosa del genere? Per me no, non lo è. In tanti anni non mi sono mai trovata in una simile situazione. Sia chiaro che continuerò ad impegnarmi perché sia rispettata la dignità delle donne, anche nell’informazione e sul piano del linguaggio, e continuerò a difendere sempre la mia libertà di parola”.

Ma come si è svolta la vicenda?
“Tramite la mia addetta stampa, ho fatto avere il mio articolo all’Huffington Post…e già dalla redazione avevano fatto presente che il riferimento a Vittorio Feltri non era gradito”, racconta Boldrini che prosegue “dopo di che Feltri (Mattia) mi ha scritto dicendomi che voleva parlarmi del mio blog… io ero in Commissione per il dl immigrazione e l’ho chiamato, appena ho potuto… mi ha proprio chiesto di togliere il riferimento al padre dal mio articolo perché questo gli avrebbe dato un problema famigliare”.

Lei cosa ha risposto?
“Io inizialmente sono rimasta senza parole. Ero veramente allibita. Dopo gli ho fatto notare che questa richiesta voleva dire mettere i problemi ‘famigliari’ davanti alla deontologia…e gli ho detto che non avrei tolto assolutamente nulla. Voleva dire negarmi la parola…vuole dire condizionare il mio pensiero”.

Alle obiezioni di Boldrini Feltri avrebbe anche risposto dicendogli “Bah, io l’ho chiesto anche ad altri …e loro hanno acconsentito. Io le sto chiedendo di togliere questo riferimento a mio padre – ha proseguito Feltri – se lei non lo fa io non lo pubblico”. La deputata Pd ribadisce che il riferimento a Vittorio Feltri era un inciso senza speculazioni, riportando solo i fatti: “Criticavo il padre ma non in modo offensivo – sottolinea – la censura al mio pezzo è stata assolutamente gratuita”.

Perché ha denunciato l’accaduto?
“Perché mi hanno negato il diritto di esprimere il mio pensiero e perché non è possibile accettare un familismo editoriale”.

Leggi anche: Sul caso Genovese auguri al carnefice e attenuanti alla vittima: il mondo rovesciato di Vittorio Feltri (di Giulio Cavalli)

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