Immigrazione, Lamorgese archivia i decreti sicurezza: “Cambia il sistema di accoglienza”

Pronto il testo del nuovo provvedimento, a settembre in Cdm. Recepite le osservazioni del Quirinale, i richiedenti asilo saranno inclusi nel circuito dell'accoglienza

Di Anna Ditta
Pubblicato il 11 Ago. 2020 alle 12:41
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La ministra dell'Interno Luciana Lamorgese. Credit: Ansa

La maggioranza di governo ha trovato un accordo sul tema dell’immigrazione, per il superamento dei cosidetti “decreti sicurezza”. Ad annunciarlo è stata la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese. “Il decreto immigrazione è pronto. Con la maggioranza è stato trovato un testo condiviso”, ha detto la titolare del Viminale ieri sera, intervistata dal direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, nel corso del Caffeina Festival presso il castello di Santa Severa.

“Ovviamente abbiamo preso tutte le osservazioni formulate dalla presidenza della Repubblica e siamo andati oltre, perché abbiamo modificato il sistema di accoglienza prevedendo che anche i richiedenti asilo entrino in un circuito di accoglienza identico a chi è sottoposto a protezione internazionale”, ha spiegato la ministra Lamorgese a proposito del decreto.

“Adesso aspettiamo il parere dell’Anci per il sistema di accoglienza che viene modificato. Parliamo dei centri di accoglienza che dovranno essere gestiti dai comuni, quelli che erano gli Sprar”, ha aggiunto Lamorgese. Per quanto riguarda le tempistiche, la ministra ha dichiarato: “Spero di mandarlo a palazzo Chigi prima di ferragosto, poi vedremo l’iter, se ne parlerà a settembre”.

Sul tema dei rimpatri, Lamorgese ha detto di aver “chiesto un accordo europeo”, allo scopo di “avere una maggiore forza per redistribuirli”. A detta della ministra, “l’accordo di Malta è stato molto positivo, perché prima chi arrivava nel nostro paese rimaneva qui e poi si avviavano i colloqui con gli altri paesi per la ricollocazione in Europa e solo alla fine, davanti alle commissioni territoriali, chi aveva titolo per la protezione internazionale veniva redistribuito. Con l’accordo di Malta appena arrivano i migranti vengono distribuiti direttamente e poi ogni Stato individuava con i propri sistemi chi ha titolo e procede ai rimpatri mentre prima questo era solo a carico dell’Italia”.

Per quanto riguarda l’emergenza Coronavirus, Lamorgese ha detto di aver “preteso che si facessero i tamponi a Lampedusa” e, ha aggiunto “con la Regione Sicilia ci siamo riusciti”. Sui dati del flusso migratorio, la ministra sottolinea che il numero dei migranti giunti in Italia dall’inizio dell’anno è di circa 14 mila. “Ma il numero che ha fatto alzare l’asticella si è registrato nel mese di luglio, con la crisi economica in Tunisia”, ha aggiunto. “Sono arrivati  6.900 migranti in pochissimo tempo. Il Covid ha reso più complicata l’organizzazione”.

“Oggi (Ieri, ndr) si è concluso un altro bando per una nave quarantena per migranti: sarà più piccola, per 300 persone”, ha annunciato Lamorgese. “Da una settimana non stanno arrivando migranti, il momento più difficile è stato quando sono arrivati tutti insieme, oltre seimila in un mese. Però possiamo dire che la gestione è andata bene”.

Contro le parole della ministra dell’Interno una nota della deputata di Fratelli d’Italia Ylenja Lucaselli, secondo la quale Lamorgese “insulta l’intelligenza degli italiani”. “Se sconcerta il modo in cui i flussi sono stati gestiti, sconcerta ancora di più la totale dissociazione dalla realtà del ministro dell’Interno Lamorgese. Il modo in cui ha affermato che ‘fino adesso è andata bene’  è un oltraggio all’impegno delle Forze dell’Ordine e degli operatori che si sono trovati in prima persona ad affrontare l’impatto degli arrivi, spesso costretti ad operare in condizioni inaccettabili dal punto di vista igienico, con l’aggravante di temperature roventi”, si legge nella nota. “Per non parlare delle comunità locali dove si trovano le strutture nelle quali gli immigrati sono stati collocati in isolamento precauzionale”.

“La triste antologia di questi mesi parla di fughe dai centri di quarantena, risse, aggressioni al personale in divisa, focolai e soprattutto città che già soffrono per le conseguenze del Covid e sono costrette a subire quest’ulteriore criticità in termine di ordine pubblico e paura di nuovi contagi. Il fatto che un Ministro dell’Interno ignori tutto questo è un insulto all’intelligenza degli italiani”.

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