Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 10:13
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Politica

Governo, Draghi vara la “Fase 2”: niente rimpasto ma meno compromessi

Immagine di copertina

Il secondo mandato al Quirinale di Sergio Mattarella blinda il governo presieduto da Mario Draghi, che pure non avrebbe disdegnato l’ipotesi di salire al Colle. Dopo una settimana di lunghe trattative e mancati accordi, i partiti hanno scelto di affidarsi al presidente della Repubblica uscente. Una decisione che serve anche a confermare Draghi alla guida dell’esecutivo fino alla fine della legislatura. Ma le cose non saranno esattamente uguali a prima. Secondo molti retroscena, l’ex numero 1 della Bce in questi ultimi dodici mesi a Palazzo Chigi metterà in campo, ancor più di quanto fatto finora, tutto il suo decisionismo e pragmatismo.

Niente più compromessi, magari al ribasso, con i partiti, alle prese dopo la settimana quirinalizia con beghe interne e forti tensioni tra le coalizioni. D’altronde la conferma di Mattarella come Capo dello Stato è una tutela e una protezione per lo stesso premier, che potrà quindi usare maggiormente il pugno duro, consapevole che i partiti non potranno staccargli la spina.

Una “fase 2” nell’azione di governo resa necessaria dalle sfide che il Paese dovrà affrontare nei prossimi mesi, dall’uscita dalla pandemia alla gestione dei fondi del Pnrr, con un occhio al complicato clima internazionale. Non ci sarà un rimpasto all’interno dell’esecutivo, nonostante i malumori espressi ieri dal leghista Giorgetti, ministro che ha poi smentito l’ipotesi di sue dimissioni. Tra le riforme sul taccuino di Draghi,  le concessioni demaniali, dopo mesi di resistenze da parte di Forza Italia, Lega e Pd alle assegnazioni con gare pubbliche. La mina della liberalizzazione delle licenze degli ambulanti, contro cui finora si sono sempre impuntati soprattutto i leghisti in maggioranza. E ancora la riforma del catasto, più e più volte rinviata anche in questo governo, e che ora non dovrebbe più avere ostacoli. Senza dimenticare la riforma delle Pensioni e la revisione del sistema alla base del Reddito di cittadinanza.

Nonostante veti e minacce, i partiti sanno bene che un addio di Draghi da Palazzo Chigi riporterebbe in alto mare la nave Italia, con i mercati pronti a speculare, e il forte rischio di dover rinunciare a qualche pezzo dei miliardi del Pnrr. Per tutti questi motivi il governo deve rimanere saldo al suo posto, e con un decisionismo ancor più forte, nonostante i mal di pancia della politica.

Ti potrebbe interessare
Politica / Copisteria Montecitorio: salasso a sei zeri in atti parlamentari
Politica / Scontro tra Salvini e Gelmini sulle critiche a Berlusconi
Cronaca / Giorgio Napolitano operato a Roma
Ti potrebbe interessare
Politica / Copisteria Montecitorio: salasso a sei zeri in atti parlamentari
Politica / Scontro tra Salvini e Gelmini sulle critiche a Berlusconi
Cronaca / Giorgio Napolitano operato a Roma
Politica / Berlusconi: “L’Europa convinca Kiev ad accettare le richieste di Putin”
Politica / Pnrr, l’agenda degli incontri di Cingolani con i lobbisti scompare dal sito: “Serve più trasparenza”
Politica / “I partiti non fanno più politica”: la storica intervista di Berlinguer a Scalfari sulla Questione Morale
Politica / “Vestito inappropriato”: cronista allontanata da Montecitorio. Poi le scuse: “È stato un errore”
Politica / Segreti di Stato: il buco nero della direttiva Draghi sui dossier Nato
Politica / D’Alema a TPI: “Nel pensiero di Berlinguer la sinistra può trovare le risposte ai problemi di oggi”
Politica / Facciamo eleggere: la campagna per le amministrative del Forum Disuguaglianze e Diversità. “Sosteniamo chi si batte per giustizia sociale e ambientale”